CAMBIAMO! CON TOTI SARA’ IN CAMPO CON IL CENTRODESTRA ALLE AMMINISTRATIVE IN EMILIA ROMAGNA

CAMBIAMO! CON TOTI SARA’ IN CAMPO CON IL CENTRODESTRA ALLE AMMINISTRATIVE IN EMILIA ROMAGNA

La coordinatrice Gambarini: “L’obiettivo è presentare nostre liste nei comuni capoluogo Bologna, Rimini e Ravenna”

“Cambiamo con Toti è al lavoro per essere in campo alle prossime elezioni amministrative nei comuni dell’Emilia Romagna nello schieramento del centrodestra”. Lo annuncia la coordinatrice regionale Francesca Gambarini. “L’obiettivo – spiega Gambarini – è presentare nostre liste nei comuni capoluogo Bologna, Rimini e Ravenna. Rimaniamo naturalmente aperti alla possibilità di aderire a raggruppamenti più ampi, in cui confluiscano più realtà civiche e del centrodestra e nei quali inserire nostri candidati. Vogliamo contribuire a raggiungere quel grande ed importante risultato che sarebbe la vittoria dei candidati sindaci di centrodestra per portare finalmente una ventata di novità all’interno delle amministrazioni comunali e liberarle da quel sistema di potere rosso che le controlla da anni”.
“Siamo al lavoro per individuare le persone migliori da inserire nelle nostre liste per portare competenza, capacità, impegno e passione. Non vogliamo semplicemente piantare una bandierina ma vogliamo portare in Emilia Romagna il buon governo che il presidente Toti ben rappresenta – prosegue Gambarini – . Riteniamo che la presenza di Cambiamo! sia importante per allargare lo schieramento di centrodestra e radunare tutte quelle persone di orientamento liberale, che dalla politica vogliono ascoltare proposte concrete e vedere problemi risolti”.

GAMBARINI, BRIGATI E ROSA: “ANAS LAVORI DA SUBITO PER COSTRUIRE IL NUOVO PONTE DI COLORNO”

Il passaggio della strada Asolana sotto la competenza di Anas è una buona notizia, attesa da tempo. Ora non si perda altro tempo prezioso: Anas inizi da subito a lavorare per costruire il nuovo ponte sul Po tra Colorno e Casalmaggiore. Ci auguriamo inoltre che il passaggio ad Anas della strada Asolana e di altre infrastrutture significhi controlli e manutenzioni costanti per evitare che i ponti e le strade siano trascurati – vuoi per mancanza di risorse, vuoi per noncuranza e disorganizzazione – e diventino pericolosi con la conseguente chiusura al transito. La Bassa ha già sofferto troppo per la chiusura del ponte tra Colorno e Casalmaggiore, senza contare i disagi causati dai continui problemi al ponte Verdi di Ragazzola. Bisogna fare in modo che non si ripetano mai situazioni del genere: Anas esegua controlli e manutenzioni frequenti e lavori da subito al nuovo ponte. Solo così potremmo dare nuovo slancio al nostro territorio.

Francesca Gambarini, Nicolas Brigati, Jacopo Rosa – Cambiamo! con Toti Parma

Fidenza, Cambiamo!: “Utilizzare il palasport per le vaccinazioni”

Il sindaco Massari vuole o no utilizzare il palasport per le vaccinazioni antiCovid? Se è d’accordo con la nostra proposta, si attivi immediatamente per trasformarla in realtà, se non è d’accordo ci dica il motivo e spieghi ai fidentini perchè uno spazio così grande non può essere utilizzato per le vaccinazioni. Serve una risposta e serve soprattutto organizzare al meglio la campagna vaccinale nel nostro territorio. Lo chiedono non Gambarini e Comerci ma la comunità di Fidenza. Riteniamo che il Palasport sia il miglior spazio disponibile a Fidenza: è grande e di facile accesso e con tanti parcheggi a disposizione. Se, come annunciato e come speriamo, nei prossimi giorni arriveranno le dosi di vaccino attese, noi dobbiamo essere pronti. Il sistema deve funzionare al meglio e fondamentale è anche la logistica. Attrezzare uno spazio ampio e di facile accesso (in aggiunta ai punti vaccinali già attivi) consentirebbe di velocizzare le operazioni di vaccinazione. Chiediamo quindi nuovamente di utilizzare il palasport di Fidenza per le vaccinazioni. Massari potrebbe dirci che al Palasport non c’è un presidio medico, abbiamo la risposta: basta mettere sul posto un’ambulanza fissa, disponibile immediatamente in caso di bisogno. Quindi, si attivi presso chi di dovere per attrezzare il Palasport come punto vaccinale.

Francesca Gambarini, coordinatore regionale Cambiamo!

Giuseppe Comerci, consigliere comunale Cambiamo!

Prima assemblea nazionale Cambiamo con Toti – Giovani

Jacopo Rosa, Giovanni Toti, Nicolas Brigati

Venerdì 26 Marzo alle 15:00 si è tenuta sulla piattaforma Zoom la prima assemblea nazionale dei Giovani di “Cambiamo!”, cui hanno preso parte i parlamentari Silli, Quagliariello, Palozzi, Berutti, Gagliardi e il coordinatore nazionale dell’esecutivo Pino Bicchielli. L’evento, organizzato da Simone Spezzano (Prato) e Nicolas Brigati (Consigliere delegato e Capogruppo in Consiglio Comunale a Busseto, PR), fondatori del movimento giovanile di “Cambiamo!”, ha visto la partecipazione di cento ragazzi da tutta Italia e ha sancito l’inizio del percorso di costruzione e strutturazione del movimento giovanile del nuovo partito che, da sondaggi, si attesta oggi al 2% e vive un momento di continua crescita. “Il Modello Liguria e il lavoro del Presidente Giovanni Toti – sostiene Spezzano – stanno suscitando un grande interesse nelle giovani generazioni, che iniziano a vedere in ‘Cambiamo!’ una forza politica concreta, credibile e capace di promuovere nelle amministrazioni locali di ogni livello e in Parlamento quel Buon Governo richiesto a gran voce dai cittadini”. “Quello di cui si sente la mancanza in Italia – continua Brigati – è un movimento realmente liberale che restituisca dignità e serietà alla politica e che permetta alle energie migliori del nostro Paese di guidarlo verso un futuro fatto di semplificazione e sburocratizzazione, di efficienza e concretezza, di promozione e valorizzazione delle libertà individuali”. Durante l’evento sono seguiti vari interventi dei giovani provenienti dalle varie regioni, che hanno sottolineato la necessità di un movimento che porti all’interno delle istituzioni i problemi e le richieste del mondo giovanile e che si ponga come alternativa all’interno di un centro-destra plurale, di cui la componente liberale è una parte fondamentale poco rappresentata. “Parlare di idee liberali e progettare un movimento fondato sui valori del liberalismo – afferma Jacopo Rosa, Capogruppo di maggioranza in consiglio comunale a Colorno (PR) e uno tra i primi membri del nuovo movimento giovanile del centrodestra – in un momento così tragico in cui i più sembrano chiedere ancora più poteri allo Stato e più limitazioni alle libertà individuali è un atto tanto di coraggio quanto necessario. Impegnarsi nel diffondere queste idee tra le giovani generazioni e costruire un movimento che le difenda e le promuova è una grande sfida che ci entusiasma e che vogliamo affrontare con determinazione”.

Gambarini (Cambiamo!): “Più punti vaccinali in provincia di Parma”

Servono più punti vaccinali in provincia di Parma. Le vaccinazioni devono essere fatte massicciamente e velocemente, non possiamo permetterci file e assembramenti all’ingresso come successo ieri al PalaPonti di Moletolo con anziani in fila fuori senza nemmeno una copertura, fondamentale in caso di pioggia. Abbiamo già proposto di utilizzare come punto vaccinale il palasport di Fidenza e riteniamo si debbano attrezzare altre sedi (penso ad esempio ai palasport e alle palestre comunali oggi inutilizzate) a Parma e in altri comuni della provincia per fare in modo che ci siano più punti vaccinali sul territorio e i residenti dei comuni limitrofi non si debbano concentrare tutti a Parma. L’organizzazione deve essere impeccabile: non possiamo permetterci ulteriori ritardi o rallentamenti.

FIDENZA, UTILIZZARE IL PALASPORT PER LE VACCINAZIONI ANTICOVID

FIDENZA, UTILIZZARE IL PALASPORT PER LE VACCINAZIONI ANTICOVID

Lo propongono Francesca Gambarini, coordinatore regionale di Cambiamo!, e Giuseppe Comerci, consigliere comunale di Cambiamo!

Per poter vaccinare in sicurezza, con rapidità e senza creare intoppi e assembramenti è necessario uno spazio ampio dove si possa mantenere il distanziamento senza alcun problema e dove si possano allestire più postazioni per la vaccinazioni. Dobbiamo avere la migliore logistica possibile. Non ci si possono permettere intoppi. Il palasport, per via delle normative anticontagio in vigore, è utilizzato soltanto sporadicamente. Si potrebbe quindi utilizzare per le vaccinazioni fino a quando non riprenderà a pieno ritmo l’attività sportiva, riprogrammando temporaneamente gli allenamenti che ancora si possono svolgere in altre palestre. Oggi le vaccinazioni vengono fatte in un corridoio dell’ospedale di Vaio, con spazi stretti che possono creare difficoltà in particolare alle persone più fragili o più anziane che devono utilizzare una sedia a rotelle. L’utilizzo di spazi stretti potrebbe creare problemi dal punto di vista logistico o malumori tra le persone o i loro accompagnatori. Problemi che non ci possiamo permettere, perciò chiediamo che il palazzetto dello sport sia, almeno finchè non riprenderanno le attività sportive, un luogo deputato alle vaccinazioni, sulla scia di quanto fatto a Moletolo per la città di Parma, in aggiunta ai punti già presenti. Chiediamo al sindaco di attivarsi subito in tal senso. Abbiamo a disposizione un luogo ampio come il palasport: utilizziamolo.

Gambarini (Cambiamo!): “Necessari ristori subito e una strategia a lungo termine per il rilancio dell’economia”

PARMA,13 mar. – “L’indagine commissionata da Ascom conferma la situazione di estrema difficoltà che, da un anno a questa parte, sta attraversando il commercio a Parma. 1450 aziende sono vicine alle chiusura: è un numero impressionante che significa anche perdita di posti di lavoro. E la zona rossa decretata per l’intera Emilia Romagna nelle prossime settimane non farà altro che peggiorare la situazione. Servono ristori immediati e consistenti per consentire alle aziende di sopravvivere fino alla fine dell’emergenza sanitaria e servono soprattutto politiche di medio e lungo termine per consentire all’economia di riprendersi. E’ necessario lavorare sul futuro perchè, una volta terminati il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione covid, rischia di scoppiare una crisi sociale senza precedenti. Sarebbe un vero e proprio disastro per tutti noi. Si usino in questo senso parte dei fondi del Recovery Fund. Parallelamente alla messa in atto di politiche per il rilancio del mercato del lavoro, il Governo dia una svolta alla campagna di vaccinazioni per consentire di abbattere i contagi e farci finalmente tornare ad una parvenza di normalità”. Lo scrive in una nota Francesca Gambarini, coordinatore regionale di Cambiamo!

Gambarini e Brigati (Cambiamo!): “Vaccinare i volontari di Protezione Civile”

La Regione Emilia Romagna inserisca i volontari di Protezione civile tra le categorie che rientrano in questa fase di vaccinazione. Parliamo di persone che sono in prima linea nella lotta contro il coronavirus e che sono quindi ad alto rischio di essere contagiati e di contagiare a loro volta. Alcune Regioni hanno già iniziato a vaccinare i volontari Prociv: lo faccia al più presto anche l’Emilia Romagna. I volontari Prociv sono in prima linea dall’inizio dell’emergenza Covid e spesso e volentieri si ritrovano a collaborare con i presidi sanitari ed anche a lavorare sui mezzi di soccorso. Senza contare i tanti servizi effettuati a favore delle fasce più deboli della popolazione, come per esempio la consegna a domicilio della spesa. Dato il loro grande impegno a titolo gratuito hanno il diritto di essere protetti al meglio dal contagio. A nostro avviso i volontari di Protezione Civile hanno tutte le carte in regole per rientrare tra le categorie che vengono vaccinate in questa fase. Ci aspettiamo quindi che la Regione Emilia Romagna si attivi in tal senso.

Gambarini (Cambiamo!): “Investire sui percorsi formativi per ovviare alla carenza dei medici di base!”

La mancanza di medici di base – carenza che Il resto del carlino definisce epocale – a Bologna e in tutta l’Emilia Romagna è un problema estremamente grave soprattutto in questo momento di emergenza sanitaria, dove il ruolo dei medici di base è fondamentale. E’ un problema che viene da lontano ma ora i nodi sono arrivati al pettine, lasciando molti posti scoperti soprattutto nei piccoli centri e in montagna. Oggi paghiamo la scarsa lungimiranza del passato, quando non si è investito a sufficienza per formare questi professionisti, che oggi mancano. Con tutte le conseguenze che vediamo ogni giorno in questo periodo in cui è fondamentale riuscire a curare più persone possibili a domicilio. Un altro aspetto da non sottovalutare è che un medico di base ha una mole enorme di lavoro e tante spese, dall’affitto dello studio a spese amministrative. E’ necessario che la Regione e lo Stato intervengano sia a breve termine per incentivare i giovani medici a intraprendere questa strada, sia a lungo termine investendo sui percorsi formativi. Lo si faccia e in fretta perchè le cure non sono un gioco e perchè in caso contrario l’unica strada che si potrà percorrere sarà rivolgersi a professionisti stranieri.