Confronto su Fede e politica con l’AGESCI

Nel corso dell’incontro con i ragazzi dell’AGESCI mi è stato chiesto che cosa sia per me la politica. Ho risposto che per me la politica è impegno nella propria comunità, un modo di mettersi a disposizione per dare concretezza al proprio modo di vedere la crescita armonica e solidale della realtà che ti circonda. Un modo alto di servire il prossimo, anche se oggi “ti tirano le pietre”…
I ragazzi in platea mi hanno chiesto se per me la “scelta cristiana”, di fede, venisse prima di quella politica. Ho risposto che per me – così come per loro – la “scelta cristiana” viene prima di quella “politica” e che per questo mi sento sono molto più in sintonia con loro di tanti altri candidati sindaci anche se su alcuni passaggi della mia “scelta politica” ci differenziamo… Ma vale di più una condivisione totale di scelta o una parziale? Intendo dire, vale di più condividere totalmente la “scelta cristiana” e solo parzialmente quella “politica” o è più importante non condividere la “scelta cristiana” – e magari anche deriderla come forma di superstizione – per condividere le scelte politiche?
Infine mi hanno chiesto anche che cosa avessi in programma di fare, una volta eletta, in tema di handicapp e disagio. Ho risposto che questi temi sono centrali nel programma elettorale. Com me si sono candidati molte persone che operano nel volontariato e che hanno già dimostrato che cosa potrebbero fare per Fidenza una volta eletti. Andando nello specifico, poi, ho spiegato che se è vero che i servizi costano, è altrettanto vero che eliminando gli sprechi si liberano risorse per nuovi servizi e per lasciare più denaro alle famiglie che possono indirizzarlo per sostenere questi servizi…