Fidenza, Gambarini (FI): “I problemi al cantiere dell’ospedale di Vaio? Un regalo delle coop rosse”

Le ultime dichiarazioni della direzione generale dell’Azienda Usl sulla ripresa dei lavori di ampliamento dell’ospedale di Vaio ci rincuorano e ci auguriamo che il percorso di ripartenza del cantiere sia davvero imminente. Quello che vorremmo sono maggiori certezze e una data precisa di inizio e fine del cantiere. Certezze che potremo avere soltanto dopo il sopralluogo che effettuerà la ditta che si è dichiarata disponibile a proseguire i lavori. Mi auguro che l’azienda in questione accetti ufficialmente di subentrare nel cantiere in modo che l’ampliamento possa essere terminato presto. Se non accettasse, i tempi si dilaterebbero davvero all’infinito. Le peripezie accorso a questo importantissimo cantiere sono l’ennesimo esempio dei danni che il sistema delle cooperative rosse ha causato e continua a causare al nostro territorio. L’Unieco, coop che si era aggiudicata l’appalto, è, infatti, una delle tanti coop che stanno fallendo una dopo l’altra. L’Unieco, come la nostrana Di VIttorio, è sempre stata gestita da persone legate alla sinistra e nel tempo è cresciuta a dismisura per poi crollare sotto il peso della malagestio e di affari mal riusciti. E a rimetterci come sempre sono i cittadini. Cittadini che ancora una volta sono stati presi in giro: tutti ricordiamo l’arrivo del presidente del consiglio Renzi (Pd) invitato dal sindaco di Fidenza Massari (Pd) per inaugurare il pronto soccorso, una parte dell’ampliamento. Tutto questo sapendo che di lì a poco l’Unieco avrebbe potuto chiudere i battenti. Cosa che è avvenuta causando il blocco del cantiere, che speriamo possa ripartire il prima possibile.
Francesca Gambarini
Capogruppo Forza Italia

 

Gambarini (FI): “Non dimentichiamo il fallimento della coop Di Vittorio. Non c’è solo il Parma calcio”

In questi giorni nelle aule del tribunale di Parma si tornerà a parlare del Parma calcio e della cooperativa Di Vittorio di Fidenza (Pr). La surreale vicenda del Parma calcio con faccendieri, fantomatici investitori stranieri e l’arresto dell’ultimo proprietario della società è degna di un film o di un romanzo ed ha portato la nostra città a ricoprirsi di ridicolo sulle prima pagine dei giornali e nei telegiornali nazionali. Una vicenda che può essere metafora della crisi che ha avvolto tutta la nostra città. Se la vicenda della squadra di calcio ha avuto risonanza nazionale, lo stesso non possiamo dire del fallimento della cooperativa Di Vittorio, di nessuno più parla. Come se il fallimento della più grande cooperativa edilizia dell’Emilia Romagna fosse una cosa da poco. Pare che tutti si siano dimenticati di quanto successo, delle centinaia di famiglie che hanno perso tutti i loro risparmi e del concreto rischio che a pagare il fallimento siano i Comuni, ossia i cittadini. Per quanto mi riguarda, farò di tutto per mantenere alta l’attenzione su questa vicenda: vanno individuati i responsabili del fallimento. Altro elemento da evidenziare è il legame della coop con la sinistra, basta leggere i nomi delle persone che negli anni hanno amministrato la Di Vittorio per rendersene conto: fra questi spicca il nominativo dell’attuale sindaco di Fidenza. La Di Vittorio, però, non è l’unica coop ad essere legata alla sinistra. Lo dimostrano le vicende degli ultimi giorni, a cominciare dalle indagini sulla Cpl di Modena. Il legame fra politica e coop è un problema da affrontare seriamente. Perché il Governo ci gira intorno?

Francesca Gambarini
Capogruppo Forza Italia Fidenza (Pr)

 

Basta finanziamenti ai soliti noti!

In questi ultimi giorni le cooperative sono al centro dell’attenzione mediatica e politica per via di quanto successo a Roma. Nella mia Regione, l’Emilia Romagna, le coop (nel 99% dei casi rosse) sono particolarmente attive in tutti i campi dell’economia e della società. A loro fanno capo tantissime attività e servizi: dello spirito cooperativo delle origini è rimasto ben poco. Purtroppo, sono legate a doppio filo alla politica. Gli esempi da fare sarebbero tanti. Il più eclatante è quello delle coop Terremerse con la condanna in appello dell’ex presidente della Regione Vasco Errani per un finanziamento a questa coop gestita dal fratello. La conseguenza è stata la fine anticipata del mandato di Errani: è questo il motivo per cui abbiamo votato il 23 novembre scorso e non la prossima primavera. Un altro esempio che voglio fare riguarda il mio paese, Fidenza. Da anni è attiva la cooperativa Di Vittorio, che opera nell’edilizia, realizzando alloggi a proprietà indivisa. Negli anni, centinaia di famiglie fidentine le hanno affidato i propri risparmi e ora rischiano seriamente di vederli andare in fumo. La procura ha chiesto per la Di Vittorio il fallimento e il commissario nominato dal tribunale ha evidenziato nella sua relazione gravi criticità del bilancio e ha presentato un esposto in procura. Se guardiamo i nomi degli amministratori di questa coop, vediamo che sono tutti di area di centrosinistra. Il “modello Emilia” è diffuso in tutta Italia: il legame fra cooperative e politica va spezzato. Dobbiamo avere il coraggio di “affamare” il sistema. Basta dare finanziamenti e appalti ai soliti noti; iniziamo a privilegiare il merito e le competenze. Si affidino tutti gli appalti attraverso procedure ad evidenza pubblica, alle quali deve essere data la massima pubblicità in modo che tutti possano partecipare. Basta affidamenti diretti e proroghe senza gare di appalto! Nello stesso tempo, si metta mano al carrozzone degli enti partecipati e municipalizzati: quanti sono veramente utili? Per far ripartire l’Italia, serve premiare il merito, le capacità e le competenze. Chi finora ha vissuto di rendita si cerchi un lavoro vero!

Francesca Gambarini

Capogruppo Forza Italia Fidenza

Consigliere in Unione Terre Verdiane

Massari, Tosi, Poletti: le Coop lanciano un’altra Opa su Fidenza

Quella che propone la Gazzetta di oggi è una foto rappresentativa del passato e del futuro di Fidenza – se vincerà Massari. L’ex presidente delle cooperative rosse (che hanno costruito le Torri) Poletti; Amedeo Tosi che da dirigente della San Donnino ne fece comprare ai fidentini spazi per 10 milioni di euro; Andrea Massari, ossia la continuità di Tedeschi.
Questa è l’immagine del ripartire che viene proposta ai fidentini dalla pagine del giornale locale. Un’immagine emblematica che dovrebbe fare riflettere tutti coloro che non vivono nell’ottundimento della pregiudiziale partitica e sanno che domenica al voto si sceglie il sindaco di Fidenza e non il segretario del partito.
Quella è l’immagine della Fidenza che Massari vuole fare ripartire: quella delle Torri! D’altra parte, se con gli indicatori della disoccupazione che avanzano verso l’alto il ministro del lavoro viene a Fidenza per fare la campagna elettorale e il ministro della cultura  – a detta di Massari – è già impegnato nella pratica dell’Unesco, o i nostri governanti non hanno nulla da fare, oppure Fidenza è un piatto veramente ghiotto e quanto lo sia per le cooperative di costruzione rosse lo sappiamo tutti molto bene!
Arriviamo a questo ballottaggio con la consapevolezza che è difficile rendere comprensibile che questo confronto non è tra centrodestra e sinistra ma tra cambiamento e restaurazione. Auspico che si possa superare il pregiudizio dell’appartenenza politica e mettere al centro la città, valutando chi sarebbe il sindaco migliore per Fidenza, un sindaco che si preoccupi delle tasche dei fidentini che non possono essere sempre chiamati a ripianare i debiti fatti dagli amministratori.  Io metto davanti i contenuti ai contenitori. Siamo invece certi che Tosi e Massari non compreranno altri 10 milioni di euro in locali nelle torri?
La città che immagino, insieme alla mia squadra, non cementifica nuove aree, ma le affida alle mani esperte dei nostri agricoltori: Fidenza è un territorio dalla spiccata vocazione agricola. Con il venir meno del ruolo delle province, maggiore dovrà essere l’attenzione del comune nei confronti del comparto agricolo che non si distingue solo per la produzione di alimenti di qualità ma anche per il ruolo sempre più importante che va assumendo nell’ambito del turismo rurale. Le aziende agricole sono un importante presidio territoriale e dobbiamo adottare quelle misure compensatorie che consentano alle aziende agricole di ridurre l’impatto economico che le politiche fiscali comporteranno.
Noi vogliamo promuovere l’acquisto e l’utilizzo dei prodotti della nostra terra e incentiveremo le occasioni di commercializzazione dei prodotti definiti a “chilometro zero” introducendo quote di prodotti locali nel sistema ristorativo  di competenza comunale.