Fidenza, Gambarini (FI): “Quale futuro per i negozi del centro commerciale di via Giavazzoli?”

FIDENZA, 13 nov. – “Oltre un anno fa l’amministrazione comunale annuncio trionfate l’arrivo di una nuova grande Ipercoop nel quartieri Gigliati. Ad oggi del cantiere non c’è traccia ma non è questo che ci interessa. Ci interessa sapere che fine farà il vecchio centro commerciale di via Giavazzoli, una volta che che la coop si sarà trasferita e cosa riserverà il futuro alle attività commerciali presenti nella struttura”. Lo scrive in una nota Francesca Gambarini, capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Fidenza. “Sono circolate tante voci sul futuro della struttura ma non sappiamo niente di preciso – prosegue Gambarini – . C’è chi parla di un uso residenziale e c’è chi dice che rimarrà commerciale con l’inserimento di un altro operatore al posto della coop. Senza contare che la struttura avrebbe bisogno di grossi e costosi lavori di manutenzione. In mezzo a tutto questo ci sono i commercianti che hanno una propria attività in questa struttura: dove andranno? Vedranno il lavoro di una vita sfumare o verranno aiutati dall’amministrazione comunale che, sposando il progetto della mega ipercoop, ha sancito la loro condanna? Attendiamo che l’amministrazione aggiorni al più presto sullo stato dell’arte e che prenda accordi con il soggetto attuatore per dare la possibilità di commercianti di via Giavazzoli di trasferirsi senza costi aggiuntivi della nuova struttura. Non si gioca con il futuro delle persone”.

Gambarini (FI): “Sulle coop il Pd gioca allo scaricabarile”

In questi giorni stiamo assistendo al maldestro tentativo del Pd reggiano di partecipare come vittima al funerale delle cooperative reggiane liquidate (tra cui l’Unieco, molto attiva anche a Fidenza). E’ la stessa sceneggiata recitata del Pd fidentino in occasione del tragico fallimento della coop Di Vittorio. Pd che, cercando di cancellare il passato con un colpo di spugna, aveva cercato di far finta di niente, minimizzando l’accaduto come se le decine di milioni di debiti neppure fossero esistiti. Quando si parla di cooperative fallite o che stanno fallendo la sinistra, a qualunque latitudine, dovrebbe avere la decenza e la dignità di evitare di giocare allo scaricabarile. La cooperativa Di Vittorio a Fidenza è stata la principale protagonista della stagione di espansione edilizia incontrollata portata avanti delle amministrazioni di centrosinistra. E non si può negare la vicinanza della coop Di Vittorio alla sinistra locale e all’amministrazione comunale. Ce lo dice la composizione dei Cda della coop negli anni. Ritroviamo diversi esponenti politiche che hanno ricoperto o ricoprono tuttora incarichi politici in Comune (per esempio l’attuale sindaco) o, addirittura, funzionari comunali. Mi chiedo poi con quale criterio siano stati scelti gli amministratori della Di Vittorio. Di certo, visto il risultato, non quello della competenza. Si sono sfruttati per anni gli ideali cooperativistici e mutualistici in cui tanti credevano e hanno investito per fare altro e, senza alcun controllo da parte di Legacoop, si sono lasciate centinaia soci prestatori in condizioni pesantissime finanziariamente.

Coop Connection a Fidenza

Il mio intervento in occasione della presentazione del libro Coop Connection di Antonio Amorosi

 

La cooperazione nel bene e nel male fa parte della storia dell’Emilia Romagna, la terra in cui viviamo e che tutti noi amiamo. E proprio perché la amiamo vogliamo che cambi. Vogliamo cambiare un sistema che ha visto le cooperative – nate per nobili scopi – trasformarsi in grandi aziende multiservizi, attive in svariati campi e, purtroppo, legate a doppio filo alla politica di un certo colore. La vicinanza a chi da sempre governa la nostra Regione a tutti i livelli, unita alla mancanza di una legislazione chiara in materia, ha fatto sì che le cooperative instaurassero una sorta di monopolio. Si sono aggiudicate appalti in ogni settore, in particolare nell’edilizia, sbaragliando completamente la concorrenza.

Tutto questo è andato avanti per anni, senza che nessuno – tranne qualche isolata voce prontamente messa a tacere – avesse niente da ridere, anche perchè la situazione di generale benessere copriva tutte le magagne. Da qualche anno a questa parte, però, è arrivata la crisi. E con la crisi si è smesso di costruire. Come prima conseguenza diversi colossi della cooperazione hanno dovuto ridimensionarsi. A pagare anni di speculazione e consumo del suolo sono stati i lavoratori, rimasti senza un’occupazione da un momento all’altro. Già, le coop non danno nessuna tutela a chi lavora con loro. Ultimamente sono caduti in disgrazia due colossi delle cooperazione, Coopsette e Unieco. Quest’ultima la conosciamo molto bene anche a Fidenza, dato che si è aggiudicata numerosi appalti. Da ultimo quello per l’ampliamento dell’ospedale di Vaio. Peccato che i lavori siano bloccati a causa dei problemi delle cooperativa. Se la nuova ala verrà terminata in ritardo sappiamo chi dobbiamo ringraziare.

E in questi ultimi anni, vuoi per la crisi, vuoi per la mala gestione, le coop di danni ne hanno fatti fin troppo. Da Trento a Palermo: dal vaso di Pandora che si è aperto con Mafia Capitale, dalla vergognosa speculazione fatta sull’immigrazione, alle indagini che hanno coinvolto le cooperative del modenese, vedi il caso di Cpl Concordia. Finalmente qualcuno indaga su questo sistema di potere e cerca di spiegarlo alla persone. Siamo davvero soddisfatti di poter avere qui Antonio Amorosi. Mi auguro che questa serata aiuti Fidenza e i fidentini ad aprire gli occhi.

Ne avremmo davvero bisogno per evitare nuovi disastri. Mi riferisco al crac della coop Di Vittorio, di cui tutti sembrano essersi dimenticati. La storia della Di Vittorio la conosciamo bene. Si tratta di una cooperativa di edilizia sociale, nata 46 anni fa e diventata la più grande della Regione. Era nata con un fine nobile: quello di dare una casa a basso costo ai propri soci. L’idea era piaciuta ai fidentini e anche agli abitanti dei paesi vicini, tanto che vengono costruiti centinaia di appartamenti e centinaia di persone decidono di diventarne soci. La Di Vittorio, grazie anche alla vicinanza politica con le amministrazioni comunali di Fidenza che si sono susseguite negli anni, continua a espandersi. L’attività non si limita all’edilizia, vengono portate avanti operazione speculative, che niente hanno a che fare con la cooperazione. Quali? Un agenzia viaggi, un poliambulatorio o un panificio. Il risultato è un disastro. Si crea un buco di bilancio di decine di milioni di euro e, alla fine del 2014, il Tribunale di Parma ne certifica il fallimento con frode. Milioni di euro (tra cui i risparmi di una vita di centinaia di famiglie) finiti chissà dove. Su questa vicenda è in corso un’inchiesta giudiziaria che mi auguro possa fare chiarezza. Nel frattempo, chi ha gestito questa cooperativa continua a gestire la cosa pubblica, facendo finta che niente sia successo.

Fidenza, Gambarini (Fi): “No all’ampliamento della Coop, ucciderà il centro storico”

La Coop si trasferisce e raddoppia. Ieri un Pd monco ed agitato ha approvato una variante per portare il supermercato ai Gigliati in quello che, sarà a tutti gli effetti un ipermercato. E’ una scelta che ritengo profondamente sbagliata perchè porterà nuovo cemento a Fidenza e perchè danneggerà ulteriormente i negozi del centro storico, che, dopo Fidenza Village e Shopping Park, dovranno affrontare la concorrenza di un nuovo colosso della grande distribuzione. Prima di votare sarebbe stato necessario quanto meno approfondire e confrontarsi sul progetto. Questo soprattutto alla luce della lettera dell’Ascom, associazione di categoria a cui aderiscono tanti commercianti, che ha messo in evidenza le nefaste conseguenze che questa operazione potrebbe avere sul centro storico. Avevamo chiesto di rinviare il voto su questa delibera ma il Pd è voluto andare avanti e regalare a Fidenza quello che fra qualche anno si rivelerà essere stata una scelta sbagliata. Bene, perciò, ha fatto il presidente Tosi a ragionare con la sua testa e dissociarsi da questa scelta non partecipando alla discussione e al voto. La maggioranza inizia a perdere pezzi? Chiedo, infine, che si faccia molta attenzione a  come verrà riutilizzata l’area dove attualmente sorge la Coop. Fidenza non ha bisogno di un altro scheletro.

Francesca Gambarini, capogruppo Forza Italia

 

Una proposta per le coop

Più trasparenza, miglioramento del sistema di vigilanza, garanzie sul prestito sociale e costituzione di un fondo per le vittime delle cooperative in crisi che si vedono impossibilitate a restituire il prestito sociale. Sono alcune delle proposte elaborate da Federconsumatori e dal Coordinamento nazionale soci cooperative per tutelare il prestito sociale. E’ una bozza che mi trova totalmente d’accordo. E aggiungo un punto: evitiamo che le cooperative siano legate in maniera troppo stretta alla politica. Evitiamo, per esempio, che nei cda delle coop siedano esponenti di partiti politici o amministratori e funzionari comunali. Peccato soltanto che si corra ai ripari dopo che il danno è stato fatto. Qui a Fidenza lo sappiamo bene quali conseguenze può avere la mala gestio di una coop, dato che tanti fidentini lo hanno vissuto sulla propria pelle con il fallimento della coop Di Vittorio – legata a doppio filo alla sinistra fidentina, come si capisce dai nominativi dei suoi ex amministratori – che ha lasciato sul lastrico tante famiglie che si erano fidate e avevano affidato i propri risparmi alla coop attraverso il prestito sociale. Purtroppo il fine mutualistico con il quale era nata la Di Vittorio è stato tradito e il prestito sociale è stato usato per fare altro con le devastanti conseguenze che conosciamo bene. La proposta fatta da Federconsumatori e Coordinamento soci cooperative va nella direzione di evitare fatti del genere. Ma, come dicevo, il danno ormai è fatto e sarà la magistratura a fare chiarezza e ad individuare i responsabili del dissesto della Di Vittorio. Infine, suggerisco ai soci prestatori della Di Vittorio di provare a percorrere la strada seguita dai comitati soci prestatori nati in Friuli in occasione di due fallimenti drammaticamente analoghi a quello della Di Vittorio. Hanno coinvolto la presidente della Regione (e vicepresidente nazionale del Pd) tentando una causa civile risarcitoria in quanto è potestà delle Regioni la vigilanza sulla trasparenza e sul buon funzionamento delle coop.

La sinistra fidentina e le “false cooperative”…

“Misure più severe e più incisive per contrastare il fenomeno delle false cooperative, che utilizzano strumentalmente la forma giuridica della cooperazione perseguendo finalità estranee a quelle mutualistiche”. E’ quello che noi chiediamo da sempre: più controlli e leggi più severe che evitino alle cooperative di fare spericolate speculazioni e taglino il cordone ombelicale che lega tante di loro a una ben precisa parte politica. Per questo abbiamo votato a favore dell’ordine del giorno presentato dal Partito democratico per l’adesione al progetto di legge “Stop alle false cooperative”. Spero che l’aver presentato questo ordine del giorno significhi che la sinistra fidentina ha cambiato idea sulle cooperative che non si comportano da cooperative. Vorrei ricordare al Pd che proprio la nostra città, Fidenza, è stata il palcoscenico del fallimento della cooperativa Di Vittorio, la più grande cooperativa edilizia dell’Emilia Romagna. Ormai non se ne parla più, ma purtroppo il fallimento ha avuto gravi conseguenze con centinaia di famiglie che hanno perso tutti i loro risparmi. Come noto, la Di Vittorio ha costruito tantissimo a Fidenza e non solo e si è anche lanciata in operazioni che con il fine mutualistico avevano poco a che fare. E come ha scritto un autorevole esponente del Pd sul suo blog “la Cooperativa Di Vittorio e la sinistra fidentina sono stati parenti strettissimi per anni”. Ha ragione: basta vedere chi ha fatto parti dei consigli di amministrazione del coop. Quindi, non ci venga a dire che solo loro sono buoni e tutti gli altri sono cattivi…

Francesca Gambarini, capogruppo Forza Italia Fidenza

Crack Di Vittorio: subito un tavolo provinciale

Penso che la richiesta avanzata dal comitato di difesa dei soci della cooperativa Di Vittorio di istituire un tavolo di crisi provinciale sia più che condivisibile. È per questo motivo che, insieme a Manuela Spaggiari candidata con nella lista civica “Identità e Valori”, pur non avendo la necessaria documentazione per approfondire i contenuti del piano concordatario della cooperativa, ci pare utile segnalare che è mancata una formale delibera dell’Assemblea dei soci in merito al piano approvato dal tribunale, così come appare repentina la decisione di procedere all’istanza concordataria rispetto a quanto evidenziato dal professor Tasca, che forse poteva garantire sia la proprietà indivisa che il recupero del prestito sociale quale migliore garanzia per i soci stessi.
Ci pare, inoltre, singolare pensare che nel momento di grave crisi della cooperativa Di Vittorio possa essere previsto un compenso per i membri del consiglio di amministrazione. La convocazione del tavolo di crisi provinciale con i soggetti istituzionali, i rappresentanti dei soci e coloro che attualmente detengono poteri all’interno degli organi cooperativi, naturalmente, dovrebbe vedere la partecipazione attiva della Lega delle Cooperative ai vari livelli decisionali. Crediamo che questo possa essere utile per trovare le migliori garanzie per la tutela della cooperativa e dei suoi soci visto che l’obiettivo di tutti è il salvataggio di questa realtà del nostro territorio, la restituzione ai soci dei loro impegni e la tutela della proprietà indivisa. Chiediamo che a questa iniziativa si uniscano i rappresentati delle varie liste, che oggi concorrono alle elezioni amministrative di Fidenza, ed in primis il candidato del centrosinistra Andrea Massari, che ha il dovere di dare un significativo contributo, dal momento che è stato membro del consiglio di amministrazione della Di Vittorio fino al 2006.