Meno chiacchiere e più fatti per salvare la Di Vittorio

La Di Vittorio deve essere salvata! Ci conforta vedere che a seguito dei nostri interventi – spiegano Francesca Gambarini, candidata sindaco, e Manuela Spaggiari, candidato consigliere per Identità e Valori – si è accesa l’attenzione sulla situazione della oooperativa con l’appello del Presidente della stessa e con un intervento del signor Cantini; vorremmo approfondire alcuni punti ad esempio come si possa garantire il mantenimento degli alloggi alle persone oggi occupanti prevedendone la vendita; o quali sono le vere garanzie che offre il piano concordatario agli occupanti e a tutte le persone che hanno investito un solo euro all’interno della stessa cooperativa.
Per questo auspichiamo in una risposta celere alla nostra richiesta inviata in data 29 aprile 2014 di apertura del tavolo di crisi provinciale per poter meglio comprendere anche questi passaggi.
Diversamente da quello che altri vogliono far apparire il nostro impegno non è una speculazione sulla vicenda, ma una battaglia per ricercare la soluzione migliore nei tempi che sappiamo non possono essere dilazionati ulteriormente data la gravità della situazione.

Forse la Di Vittorio si può ancora salvare

Forse si può ancora salvare la cooperativa Di Vittorio, bisogna solo provarci e noi lo stiamo facendo. Questo è un impegno che sento di assumermi insieme a Manuela Spaggiari, candidata di “Identità e Valori”, che sostiene la mia candidatura.
In questo senso ci ha profondamente amareggiato apprendere che l’amministrazione Cantini, che oggi sostiene la candidatura di Gabriele Rigoni, in un momento di crisi profonda della cooperativa, ha fatto di tutto per escutere una fideiussione di circa un milione e 200mila euro col risultato di aggravarne la crisi e procurando un enorme pregiudizio per il recupero dei prestiti sociali e il salvataggio della proprietà indivisa.
Ci dispiace sempre di più constatare come coloro che hanno ricoperto ruoli di amministratori di questa comunità e che avrebbero dovuto puntare alla tutela dei propri amministrati, ne abbiano, invece, danneggiati circa 2.700, persone che hanno lavorato e investito i risparmi di una vita per abitare a Fidenza. Noi non vogliamo con questo indicare capri espiatori ma individuare soluzioni che favoriscano i soci della Di Vittorio; non abbiamo purtroppo riscontrato questo stesso proposito da parte del candidato Massari che non ha raccolto il nostro invito a chiedere insieme la rapida istituzione di un tavolo di crisi. La cooperativa di Vittorio è un’importante realtà socio-economica di questo territorio e il suo destino è fondamentale anche per tutta l’economia della comunità locale: è per questo che ieri abbiamo chiesto formalmente l’attivazione del tavolo provinciale oltre che l’interessamento del Ministro Lupi affinché inserisca nel piano casa norme che tutelino la proprietà indivisa anche nei casi di crisi aziendale.

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