Jobs Act, Gambarini (FI): non crea nemmeno un posto di lavoro

Per la vigilia di Natale il premier non eletto da nessuno, Matteo Renzi, ha presentato i decreti attuativi del Jobs Act, la sua (non) riforma del lavoro. La data scelta è simbolica: il presidente del Consiglio fa un bel regalo di Natale agli italiani, approvando dei decreti che non creano nemmeno un posto di lavoro. Insomma, “cambiare tutto per non cambiare nulla”! Il Jobs Act, infatti, non cala di nemmeno un centesimo le tasse sul lavoro e, quindi, non mette le imprese nelle condizioni di assumere. Come possono farlo se oberati dalle tasse? La riforma vera sarebbe stata iniziare veramente a detassare, dando così agli imprenditori la possibilità di investire ed assumere. Con questa legge, sarà ancora più difficile trovare, visto che aumenta la flessibilità in uscita ma non quella in entrata. Serve un mercato del lavoro snello e moderno, mentre noi siamo ancora vincolati a uno statuto di decenni fa, che rende difficili le assunzioni. Oltre a detassare, si sarebbero dovuti incentivare l’alternanza scuola lavoro e riformare l’apprendistato e gli stage in modo che portino davvero ad un’assunzione basata sul merito e sulle competenze.

Renzi, però, non si è limitato a non creare posti di lavoro. Ha pensato bene di massacrare i lavoratori a partita iva. Ma lo sa che gran parte dei giovani per lavorare deve aprire una partita iva? Gli ricordo che a causa dell’elevata tassazione, tante aziende, invece di assumere dipendenti, cercano persone con partita Iva. Sa che il 99% dei giovani professionisti ha una partita Iva? Si è dimenticato dei lavoratori autonomi? Questa categoria sta risentendo tantissimo della crisi e non aveva certo bisogno di questa stangata. Invece di battere cassa da loro, il Governo poteva tagliare l’immensa mole di sprechi nella pubblica amministrazione, partendo dalla miriade di enti e partecipate utili solo a distribuire stipendi e poltrone.

Francesca Gambarini

Forza Italia