Gambarini e Zanardi (FI): “Serve chiarezza su province e aree vaste. Con la riforma solo caos”

COMUNICATO CONGIUNTO 

FRANCESCA GAMBARINI – capogruppo Forza Italia cons. comunale Fidenza 

GLORIA ZANARDI – consigliere provinciale Forza Italia a Piacenza 

A pochi giorni dal voto sul referendum costituzionale e dalle nuove elezioni dei consigli provinciali, aleggia la solita sensazione di incertezza sul futuro degli enti istituzionali e dell’assetto politico-amministrativo del territorio.

Continuiamo ad invocare chiarezza ma rimaniamo sempre inascoltate. 

Prima la Legge Delrio (L. n. 57/2014): doveva riformare l’assetto delle province ma, al contrario, ha stravolto l’organizzazione territoriale, avviando un riordino istituzionale confuso e disorganico, generando solo l’instabilità dell’ente. E’ stata fatta una legge che, come la riforma costituzionale, non è né carne, né pesce: non ha ridotti i costi e non ha risolto alcun problema, anzi ne ha creati di nuovi dato che il ruolo delle nuove Province non è mai stato chiaro.

Solo con una riforma seria si sarebbero potuti ridurre le spese per la collettività ed avviare un riordino istituzionale vero con l’obiettivo di rendere più efficienti gli enti locali e, soprattutto, migliorare i servizi offerti ai cittadini. Ma questo non è stato fatto preferendo, come sempre, réclame ed annunci, con l’unico obiettivo di gettare fumo negli occhi ai cittadini.

Poi, l’accordo interprovinciale tra Parma e Piacenza, nelle stesse infauste condizioni, al fine di delineare un quadro collaborativo per tamponare i problemi che sono stati creati proprio da quella che doveva essere una riforma semplificatrice.

Tutto in prospettiva area vasta che secondo le linee di indirizzo della regione Emilia-Romagna dovrebbe esprimere un’attitudine strategica ed unitaria dei territori, in grado di fare sintesi tra gli interessi e le posizioni espresse dai Comuni, con funzione non di mero coordinamento. Questo, nell’ottica, a dire del governo e della regione ER, della semplificazione in attesa della riforma costituzionale.

L’ultimo passaggio proprio il 4 dicembre, il voto sulla riforma costituzionale che prevede l’eliminazione del termine “province” dal dettato della carta fondamentale, tout court, senza dirci cosa verrà dopo.

L’importante, per il governo Renzi, è che si abbia appeal sul pubblico vantandosi di riduzione dei costi della politica. Manca, infatti, un ragionamento serio su quello che sarà l’assetto istituzionale ed amministrativo dopo le province.

A nostro avviso il riordino deve partire dall’individuazione di “macroprovince” – o “aree vaste” che dir si voglia – non a tavolino, ma sulla base di vocazioni sociali, economiche e culturali simili.

Tra l’altro, il governo e la regione, a fronte di loro scelte politiche che vanno ad incidere sull’assetto istituzionale costituzionale ed incisive sul piano territoriale, e che spesso sventagliano come risultati eccezionali, in verità, non sono mai stati in grado di affrontarle compiutamente, facendo carico agli enti locali, sempre più bistrattati, di attuarle in qualche modo con i loro scarsi mezzi o, con disinvoltura, posticipandone, a data da destinarsi, l’attuazione, alla faccia dei termini imposti dalle loro stesse leggi (come per le aree vaste – la giunta regionale ER doveva definire gli ambiti ottimali della gestione associata entro limiti temporali non rispettati).

Nessuna semplificazione e nessun taglio ai costi dei politici con le scelte di riordino istituzionale, a tutti i livelli, del PD, ma solo confusione e false speranze e, soprattutto, nessuna attenzione per un aspetto prioritario e fondamentale per i cittadini, l’efficienza dei servizi.

Tutto questo è un finto riordino, buono solo per coniare slogan ed ottenere titoli sui giornali, che genera incertezza e, soprattutto, inadeguatezza dei servizi fondamentali per la collettività.

Siamo entrambe amministratrici impegnate sul territorio e, dunque, a contatto con i reali problemi dei cittadini. Pur nella consapevolezza della necessità di semplificazione istituzionale, soprattutto a livello burocratico, siamo convinte che la stessa debba essere fatta con criterio e per, a sua volta, agevolare il rapporto del cittadino con gli enti a tutti i livelli.

Il premier ha fatto visita a Piacenza e nel parmense. Basta passerelle pre elettorali, vogliamo chiarezza e concretezza.