No alla tassa di soggiorno a Salso

A coronamento di una serie di operazioni amministrative da record, Fritelli, il nostro “Renzino”, somministra la dose letale all’economia di Salso con l’introduzione della tassa di soggiorno. Con una situazione economica tragica, per parare gli interessi dei soliti noti e per fare cassa, il sindaco introduce la tassa di soggiorno in un contesto turistico ed economico molto difficile con numeri sempre più bassi. Introduce la tassa ad anno in corso, quando le attività serie hanno programmato dall’anno prima la loro stagione. La mette su 7 giorni di permanenza andando ad infierire sul soggiorno termale, tradizionalmente di 12 giorni e che dovrebbe essere tutelato non tartassato. Lo sa che ormai da anni il soggiorno medio in città non supera i 4 giorni? Prende in giro gli albergatori giurando che i fondi serviranno per finanziare l’attività turistica. Riteniamo non sia così: i fondi serviranno per ripianare i buchi del bilancio comunale, cosi prodigo di tasse e stipendi di dirigenti importati dall’ospedale di Parma; inoltre, se qualcosa rimarrà, finirà per essere speso per il palazzetto delle sport, ad uso e consumo dei soliti noti assegnatari. Insomma, la solita storia.

Francesca Gambarini
Consigliere Forza Italia in Unione Terre Verdiane