Gambarini e Brigati (Cambiamo!): “Villa Verdi non deve chiudere. La Regione e il Ministero intervengano

“Villa Verdi non deve chiudere. Non possiamo permetterlo e, soprattutto, non possono permetterlo la Regione Emilia Romagna e il ministero dei Beni culturali, che non possono rimanere insensibili all’appello degli eredi del maestro Verdi, in difficoltà nel mantenere aperta la Villa”. Lo scrivono in una nota gli esponenti di Cambiamo! Francesca Gambarini, coordinatore regionale, e Nicolas Brigati, bussetano. “Villa Verdi, a Sant’Agata, racchiude la vita, la storia e l’eredità di Giuseppe Verdi ed un patrimonio di tutti. Per anni gli eredi del Maestro, senza nessun aiuto da parte delle istituzioni regionali e statali, hanno tenuto in vita il museo – proseguono – . Ora è il momento di dare loro una mano. Giuseppe Verdi ha reso grande l’Italia con opere immortali e tanto ha fatto per il suo territorio, lasciandoci anche un ospedale. Ora tocca a noi fare la nostra parte aiutando gli eredi del Maestro. Ribadiamo però che è assolutamente necessario e urgente un intervento di Regione e ministero se vogliamo che Villa Verdi rimanga patrimonio di tutti”.

Pontremolese, Gambarini (Cambiamo!): “Meglio tardi che mai”

PARMA, 7 lug. – “Meglio tardi che mai. Finalmente il potenziamento della ferrovia Pontremolese, che collega Parma a La Spezia, è stato inserito dal Governo tra le opere strategiche. Ci si arriva purtroppo con un grande ritardo, dovuto anche alla decisione dei precedenti governi di sinistra di togliere i fondi che il Governo Berlusconi aveva stanziato alcuni anni fa questo intervento. Si sono persi anni. Anni di disagi e difficoltà per gli utenti. Al netto di ogni divisione politica, ci auguriamo che questa sia davvero la volta buona perchè la Pontremolese è un’infrastruttura strategica per il nostro territorio dato che collega Parma con i porti di La Spezia e Genova. Inoltre si tratta di una tratta utilizzata da pendolari, turisti e lavoratori che ogni giorno devono far fronte a innumerevoli problematiche per riuscire ad arrivare a destinazione”. Lo scrive in una nota Francesca Gambarini, coordinatrice regionale di Cambiamo

Alta Velocità a Parma, Gambarini e Brigati: “Il ministro De Micheli è favorevole o contraria?”

Alta Velocità a Parma, Gambarini e Brigati: “Il ministro De Micheli è favorevole o contraria?”

PARMA, 6 lug. – “Il ministro Paola De Micheli si sveglia ora per annunciare uno studio di fattibilità per la stazione dell’alta velocità a Parma. Studio che si doveva già fare tempo fa. A preoccuparci sono i distinguo del ministro De Micheli”. Lo scrivono in una nota gli esponenti di Cambiamo! Francesca Gambarini, coordinatore regionale, e Nicolas Brigati. “Le sue considerazioni fanno avere la sensazione che parta prevenuta nei confronti della stazione a Parma, altrimenti non si capirebbe il motivo di tali dichiarazioni ad accompagnare la notizia della studio di fattibilità – evidenziano – . La De Micheli dice che una stazione in linea c’è già e che si dilaterebbero i tempi di percorrenza se ci fosse la stazione anche a Parma. Noi le diciamo che non tutti i treni oggi fermano a Reggio e i treni che oggi non fermano potrebbero fermarsi a Parma. Le diciamo anche l’obiettivo deve essere di quello di aumentare il numero dei treni alta velocità e si potrebbero perciò inserire nuove corse con fermata a Parma. In quanto ministro la sig.ra De Micheli dovrebbe valutare oggettivamente i risultati dello studio di fattibilità, non lasciarsi andare a commenti da cui pare trapelare la sua contrarietà alla stazione dell’Alta velocità a Parma. D’altronde il suo governo, quello di Pd e 5 Stelle si è già detto contrario al progetto”.

Emilia Romagna, Francesca Gambarini e Stefano Bianchi (Cambiamo!): “Convenzioni con cliniche private per eseguire velocemente le prestazioni mediche rimandate causa Covid”

Emilia Romagna, Francesca Gambarini e Stefano Bianchi (Cambiamo!): “Convenzioni con cliniche private per eseguire velocemente le prestazioni mediche rimandate causa Covid”

BOLOGNA, 13 giu. – “Dopo l’emergenza Coronavirus il sistema sanitario regionale sta lentamente tornando alla normalità. Tra i problemi che ci ha lasciato in eredità abbiamo anche un enorme arretrato di visite e interventi programmati che non si sono potuti eseguire nel periodo del lockdown. Per non creare ulteriori problemi sanitari (le altre malattie, anche gravi, non sono infatti sparite) è necessario eseguire tutte le prestazioni rimandate. Come risolvere in fretta la situazione?  Riteniamo sia necessario consentire alle cliniche private in possesso dei requisiti e delle competenza di eseguire tali prestazioni in convenzione con il sistema sanitario nazionale”. A proporlo gli esponenti di Cambiamo! Francesca Gambarini, responsabile per la regione Emilia Romagna, e Stefano Bianchi, responsabile per la provincia di Rimini. “In questo modo i cittadini riuscirebbero ad eseguire velocemente tutti gli esami e si smaltirebbero le liste d’attesa – sottolineano – . Noi non vogliamo mettere in competizione pubblico o privato ma soltanto dare una soluzione ad un problema. La Regione ha già deliberato in tal senso tempo fa. Bene. Metta in pratica quanto deliberato. Il sistema sanitario regionale, di cui riconosciamo la qualità, soffre purtroppo da tempo per via delle lunghe liste d’attesa e a volte ai cittadini non rimane che pagare per farsi curare. La nostra proposta non vuole essere soltanto un modo per aiutare a recuperare velocemente le visite non fatte ma un contributo per migliorare il sistema sanitario regionale. Senza costi ulteriori a carico del cittadino. L’emergenza sanitaria ha reso chiara la necessità di investire per potenziare la sanità. Si investa perciò per potenziare a 360 gradi le strutture pubbliche, aumentando in primis il numero dei posti letto e il letto e la dotazione organica delle strutture, ma consentendo anche ai cittadini di curarsi velocemente e senza costi aggiuntivi anche avvalendosi del privato convenzionato”.

Carcere di Parma, Gambarini (Cambiamo!): “Potenziare l’organico della polizia penitenziaria”

Carcere di Parma, Gambarini (Cambiamo!): “Potenziare l’organico della polizia penitenziaria”

PARMA, 26 mag. – “Il carcere di Parma, senza altri agenti, non può accogliere ulteriori 200 detenuti. Quindi si assumano velocemente gli agenti necessari e si apra il nuovo padiglione”. Lo scrive in una nota Francesca Gambarini, responsabile regionale di Cambiamo!. “Bonafede se ne renda conto e non faccia disastri. Non è possibile che prima vengano portati i detenuti e poi si pensi alla polizia penitenziaria. Prima si creino le condizioni per la gestione migliore possibile poi si apra il nuovo padiglione. Lo si faccia velocemente ma bene – sottolinea Gambarini – . Il ministro Bonafede non può ignorare le sacrosante proteste degli agenti di polizia penitenziaria e dei loro rappresentanti sindacali, coloro che meglio di tutti conoscono la situazione. Forse Bonafede, che sta inanellando un disastro dietro l’altro, vuole appuntarsi sul petto la medaglietta dell’ampliamento di un carcere ma non è questa la soluzione giusta. Non lo è perchè non ci sono le condizioni per portare a Parma altri 200 detenuti. Mancano gli agenti della polizia penitenziaria e mancano gli educatori e tanti altri addetti. Prima deve essere assunto il personale necessario. Insomma, alla luce di quanto accaduto nelle scorse settimane, portare a Parma 200 detenuti in più può essere una vera e propria bomba sociale. Forse Bonafede non lo sa ma il penitenziario di via Burla è stato teatro di varie rivolte e senza un aumento degli agenti non può certo ospitare più detenuti. Bonafede ragioni e non pensi soltanto al tagliare nastri. La fretta a volte è cattiva consigliera: questo è uno di quei casi. E’ necessario muoversi con prudenza ed attenzione per evitare di peggiorare ancora di più la situazione già difficile del carcere di Parma, alle prese da anni con carenze di organico e sovraffollamento. Problemi che Bonafede vorrebbe aggravare ancora di più”.

Cambiamo!: “Il Governo stanzi fondi per i Comuni del parmense confinanti con le zone più colpite dal Coronavirus”

Cambiamo!: “Il Governo stanzi fondi per i Comuni del parmense confinanti con le zone più colpite dal Coronavirus”

Francesca Gambarini e Nicolas Brigati

PARMA, 15 mag. – “Con l’ultimo decreto, il cosiddetto decreto Rilancio, il Governo ha stanziato fondi ad hoc per le cinque province italiane più colpite dal Coronavirus, vale a dire Bergamo, Brescia, Lodi, Cremona e Piacenza. E’ una scelta dovuta e sacrosanta perchè queste terre hanno pagato un tributo altissimo in termini di vite umane. Non dobbiamo però dimenticarci di tutti quei comuni che confinano con queste province e che hanno comunque sofferto per l’epidemia sia in termini di ricadute sul tessuto economico e produttivo, sia purtroppo in termini di vite umane. Anche per queste zone è necessario prevedere fondi ad hoc”. Lo scrivono in una nota Francesca Gambarini, responsabile regionale di Cambiamo!, e Nicolas Brigati, responsabile provinciale di Cambiamo!. “Pensiamo alla provincia di Parma: tanti sono i comuni che confinano con le province di Piacenza e Cremona. Ad esempio Fidenza, Salsomaggiore, Busseto, Colorno e tutta la zona rivierasca, dove l’economia e la società sono fortemente intrecciate con i comuni al di là del confine – evidenziano i due – . Chi ci vive sa bene le difficoltà che questo periodo di lockdown ha comportato. Difficoltà, che con il perdurare del divieto di spostarsi da una regione all’altra, non si attenueranno da lunedì. Chiediamo quindi che il Governo sostenga anche i Comuni che si trovano più vicino alle cinque province più colpite per dare un sostegno anche alla loro ripartenza. Le istituzioni locali, mettendo da parte differenze di colore politico, si facciano sentire e chiedano tutte insieme un sostegno per i nostri territori così duramente colpiti dal coronavirus”.

Consiglio comunale 8 maggio 2020 – Intervento cons. Comerci

Signor Presidente, signor Sindaco

Nel 1975 l’Italia sconfisse gli Stati Uniti a calcio per 10 a zero, nel 2020 il TAR e il Consiglio di Stato hanno sconfitto il Sindaco Massari 10 a zero, gli americani non pagarono nulla, i fidentini invece pagheranno molte migliaia di euro.

Ma prima mi consenta due premesse.

  1. Voglio ricordare l’ordinanza della Corte dei Conti del Veneto (n. 103) di qualche mese fa che dice: “la delibera consiliare di approvazione dei debito fuori bilancio svolge una duplice funzione: sia di ristabilire gli equilibri di bilancio ma anche di accertare l’eventuale responsabilità amministrativo-contabile
  • Voglio poi ricordare che i nostri Revisori con il verbale numero 10 allegato alla proposta di deliberazione ha subordinato il parere favorevole a condizione che:

“l’opera di ricostruzione delle cause della formazione, per essere completa, deve ricondurre all’eventuale individuazione di specifiche responsabilità individuali oltreché che di possibili disfunzioni organizzative da sistemare”

“parere favorevole sul riconoscimento di debiti fuori bilancio riportato nella proposta di deliberazione in oggetto – dunque – fatto salvo integrare, come sopra accennato, le informazioni da fornire al Consiglio per la deliberazione e, successivamente come di norma, alla Corte dei Conti competente”

Tuttavia la relazione del Responsabile del procedimento NON INDIVIDUA i responsabili dei debiti fuori bilancio di cui stiamo parlando; chi oggi approva questo provvedimento sarà chiamato a rispondere di tali spese in quanto non ha richiesto al Responsabile del procedimento di precisare il responsabile o i responsabili dei debiti fuori bilancio  e quali procedimenti siano stati avviati per il recupero delle somme e quali provvedimenti disciplinari sono stati assunti.

Voglio ricordare a questo Consiglio comunale che il TAR di Parma condanna duramente la “perdurante condotta illegittima tenuta dal Comune” (come scrive nella sentenza del 2018 numero 300)  e che il Comune di Fidenza è risultato soccombente in ben 10 sentenze che qui vado ad elencare:   

  • Ordinanza n. 9/2018 del 12/01/2018 del T.A.R. di Parma;
  • Sentenza n. 160/2018 del 23/05/2018 del T.A.R. di Parma;
  • Ordinanza del n. 4490/2018 del Consiglio di Stato del 21/09/2018;
  • Sentenza n. 300/2018 del 7/11/2018 del T.A.R. di Parma per l’ottemperanza della Sentenza n. 160/2018 che il Comune aveva disatteso;
  • Ordinanza n. 18/2019 del 31/1/2019 del T.A.R. di Parma;
  • Sentenza n. 1006/2020 del Consiglio di Stato che conferma la Sentenza del TAR n. 160/2018;
  • Sentenza n. 1007/2020 del Consiglio di Stato che lo dichiara improcedibile
  • Sentenza n. 279/2018 del T.A.R. di Parma;
  • Ordinanza n. 174/2019 del 28/10/2019 del T.A.R. di Parma;
  • Sentenza n. 21/2020 del 15/1/2020 del T.A.R. di Parma.

Ed è il TAR stesso – cosa mai vista – non l’opposizione, che nella sentenza n. 300/2018 pubblicata in data 13.11.2018 denuncia il Comune alla Corte dei Conti:

“In considerazione del possibile danno erariale conseguente alla perdurante condotta illegittima tenuta dal Comune convenuto, il Collegio ritiene di dovere trasmettere gli atti del fascicolo di causa alla Procura regionale della Corte dei Conti, per le valutazioni di conseguenza”.

E la Corte dei Conti, come si sa, ha già avviato l’istruttoria richiedendo gli atti e tutta la documentazione al Comune. Anche la delibera di oggi finirà alla Corte dei Conti.

Persino sulla questione della pista ciclabile di cui abbiamo discusso la settimana scorsa, i giudici del TAR di Parma (con sentenza n. 20 del 15 gennaio 2020) dànno un giudizio severo dell’azione del Comune di Fidenza (e adesso aspettiamo quella del 20 maggio) e scrivono:

In assenza di idonea previsione urbanistica, è fondato e assorbente su ogni altra censura il primo motivo di ricorso, secondo cui è da considerarsi illegittimo il complessivo procedimento espropriativo condotto nei confronti dei ricorrenti dal Comune di Fidenza in quanto “i vincoli urbanistici finalizzati all’acquisizione coattiva di beni immobili o di diritti relativi ad immobili per la realizzazione di un’opera pubblica o di pubblica utilità, sono apposti attraverso il Piano operativo comunale (POC), ovvero sua variante”.

Insomma gli atti illegittimi del Comune di Fidenza sono davvero troppi!

Sono a costo zero per i cittadini? No, costano molto.

Queste le sole spese legali affrontate per il contenzioso:

  • Euro 5.106,92, spese legali per avv. Massimo Rutigliano per resistere nel giudizio innanzi al T.A.R. dell’Emilia Romagna, determinazione n. 1040 del 22.12.2017
  • Euro 5.415,80, spese legali per avv. Massimo Rutigliano per appellare la Sentenza T.A.R. Emilia Romagna n. 160/2018, determinazione n. 646 del 02.08.2018;
  • Euro 4.377,36, spese legali per avv. Massimo Rutigliano, determinazione Giunta comunale n. 758/2018 del 2.09.2018, per resistere nel giudizio di ottemperanza ;
  • Euro 7.745,60 spese legali per avv. Carlo Masi, determinazione n. 1008 del 28.11.2018, per appellare la Sentenza T.A.R. Emilia Romagna n. 300/2018;
  • Euro 5.075,20, per spese di soccombenza, disposte con le Sentenze T.A.R. Emilia Romagna n. 160/2018 e n. 300/2018 nonché con Ordinanza del C.d.S. (Consiglio di Stato) n. 4490/2018.
  • Euro 7.295,60 (Euro 5.000 oltre accessori) determinate con Sentenza del C.d.S. n. 202001006/20 pubblicata il 10.02.2020.

Totale Euro 35.016,48 (70 milioni delle vecchie lire!)

Nella seduta della settimana scorsa Lei, signor Sindaco, era curioso di sapere chi ci avesse consegnato il famoso allegato all’esposto, che non abbiamo allegato! 

Le rispondo che le sentenze le abbiamo scaricate dal sito del TAR e del Consiglio di Stato e mi sono limitato a leggere quello che hanno scritto i giudici.

Ora ho paura però che subiscano lo stesso trattamento che lei ha riservato a noi, cioè che vada dai carabinieri a denunciarli per calunnia!

Sinceramente la situazione di questa delibera è talmente chiara che contestarla è come sparare sulla Croce Rossa!

Un’ultima osservazione. Vedo che chi oggi firma la regolarità tecnica della delibera di riconoscimento dei debiti fuori bilancio è la stessa persona – dirigente del settore urbanistico, presidente della commissione di concorso, dirigente dell’ufficio espropri – responsabile dei procedimenti che la magistratura ha giudicato illegittimi.

Non pensa si dovesse astenere?

Coronavirus, Gambarini (Cambiamo!): “Dati terrificanti sui morti in Emilia Romagna. Vogliamo la verità”

Coronavirus, Gambarini (Cambiamo!): “Dati terrificanti sui morti in Emilia Romagna. Vogliamo la verità”

PARMA, 15 apr. – “Secondo una ricerca dell’istituto Cattaneo pubblicata qualche giorno fa, i morti per coronavirus in Emilia Romagna sarebbero il 77% in più di quelli ufficialmente dichiarati. Secondo l’istituto Cattaneo. Non secondo me. Eppure non se ne parla. Si parla solo della Lombardia”. Lo scrive in una nota Francesca Gambarini, responsabile di Cambiamo! per l’Emilia Romagna. A Piacenza e provincia i decessi del 2020 sono il 166% in più della media del quinquennio precedente. A Parma e provincia la crescita sarebbe del 116%. E così via scendendo lungo la via Emilia, a Reggio, Modena, Bologna, Forlì – Cesena, Rimini. Solo per fare qualche esempio. Numeri spaventosi, simili a quelli di una guerra. Numeri che acquistano purtroppo un senso se guardiamo ai morti nelle strutture per anziani. A Piacenza la Procura indaga, a Parma i Nas stanno acquisendo informazioni. Vogliamo sapere la verità. Vogliamo sapere cosa non ha funzionato. O vogliamo continuare a dire che in Emilia Romagna va tutto bene?”.

Gambarini (Cambiamo!): “Perchè a Piacenza non è stata creata la zona rossa?”

Gambarini (Cambiamo!): “Perchè a Piacenza non è stata creata la zona rossa?”

“Piacenza, a pochi chilometri da Codogno, è una delle provincia più colpite dal virus. Se ne parla poco ma i numeri sono brividi per una realtà di poco più di 200 mila abitanti. Lo chiediamo al presidente della Regione e al Governo: perchè non è stata creata la zona rossa subito, nonostante le ripetute richieste del sindaco? Si sarebbe probabilmente potuto limitare il contagio, perchè non è stato fatto? Vista la contiguità geografica probabilmente avremmo avuto meno problemi anche in provincia di Parma dove, in rapporto alla popolazione, si registra un tasso di mortalità altissimo”. Lo scrive in una nota Francesca Gambarini, responsabile di Cambiamo! per l’Emilia Romagna.

Gambarini (Cambiamo!): “Subito liquidità alle imprese”

Gambarini (Cambiamo!): “Subito liquidità alle imprese”

PARMA, 11 apr. – “Ieri il premier Conte ha accennato ad una fase 2. Non basta: le imprese hanno bisogno di liquidità e di tempi certi per programmare la ripartenza”. Lo scrive in una nota Francesca Gambarini, responsabile di Cambiamo! per l’Emilia Romagna. “Capiamo molto bene il grido d’allarme del presidente di Ance Buia: il dl liquidità non risponde ai tempi e alle esigenze di un’impresa – prosegue – . La liquidità serve subito, per poter pagare fornitori, dipendenti e collaboratori e poter essere pagati dai propri committenti. Senza liquidità si ferma tutto e l’economia muore. Un’impresa che non lavora da un mese non può aspettare i tempi di un’istruttoria bancaria, forse questo a chi ci governa non è chiaro. Fondamentale poi è dare la possibilità di lavorare a chi è in grado di poterlo fare rispettando tutte le norme di sicurezza. Non possiamo rimanere bloccati all’infinito: va programmata subito la ripartenza con date certe. Non possiamo rimanere impantanati nella burocrazia e nelle complicazioni, altrimenti non ripartiremo più”.