Angeli e Demoni, Bignami, Gambarini e Galli (Forza Italia): “La Regione faccia chiarezza nei rapporti tra Onlus”

Angeli e Demoni, Bignami, Gambarini e Galli (Forza Italia): “La Regione faccia chiarezza nei rapporti tra Onlus”

 Chiarezza nei rapporti tra Onlus e controlli serrati da parte della Regione Emilia Romagna. A chiederlo sono Francesca Gambarini commissario di FI per la provincia di Parma, il deputato di FI Galeazzo Bignami e il consigliere regionale azzurro Andrea Galli che, sul tema, ha già depositato una interrogazione.

“La “Si Può Fare Società Cooperativa ONLUS” con sede a Fornovo Taro (Pr) vede nel suo cda Romina Sani Brenelli come responsabile della Comunità socio educativa area accoglienza minori, la quale sarebbe anche rappresentante provinciale delle Comunità per minori al Tavolo Affido e Vicepresidente del Coordinamento delle Comunità familiari dell’Emilia-Romagna. La stessa risulterebbe essere altresì membro del Cda della rivista “Il quotidiano dell’infanzia inascoltata” il cui editore, Claudio Foti fondatore e Direttore scientifico del centro Studi Hansel e Gretel, ricorre nella vicenda riguardante l’inchiesta sui servizi sociali di Bibbiano e della Val d’Enza, così come risulterebbe far parte del CdA Nadia Bolognini, Direttore dell’area evolutiva Centro Studi Hansel e Gretel che svolgerebbe da circa un anno anche attività di Psicoterapeuta presso “La Cura” di Bibbiano”, spiegano gli esponenti azzurri. “Dello stesso CdA risulterebbe fare parte anche Sarah Testa, che da quanto noto, lavorerebbe presso “La Cura” e risulterebbe indagata nell’inchiesta “Angeli e Demoni” e al momento sospesa per sei mesi dalla professione”. “Pertanto, dati i legami che parrebbero sussistere, chiediamo che la Regione attivi gli opportuni controlli per verificare l’operato anche di questa Onlus”, concludono.  

Bignami e Aimi (FI): “I soldi per la stazione di Pontetaro ci sono ancora?”

Bologna, 16 giugno 2015

 

 

Al Presidente

dell’Assemblea Legislativa

della Regione Emilia Romagna

SEDE

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

I sottoscritti Galeazzo Bignami e Enrico Aimi, rispettivamente Presidente del Gruppo Forza Italia e Consigliere Regionale del Gruppo Forza Italia,

Premesso che

nel dicembre 2003 veniva sottoscritta l’intesa Generale Quadro tra Ministero Infrastrutture e Trasporti e Regione Emilia – Romagna, nella quale veniva dedicato un paragrafo alla linea ferroviaria Parma – Fidenza – Salsomaggiore Terme;

nel 2005 veniva inaugurato il primo treno Minuetto partendo dalla stazione di Salsomaggiore Terme e che in quella occasione l’Assessore Regionale dei Trasporti annunciava la creazione di due nuove stazioni sulla tratta – una a livello del complesso ospedaliero di Vaio ed un’altra in località Pontetaro comune Fontevivo;

il 18 maggio 2010 è stato sottoscritto il programma d’area “Azioni a sostegno dell’insediamento dell’Agenzia per la Sicurezza Alimentare a Parma” tra Regione Emilia – Romagna, Provincia di Parma, Comune di Parma, Comune di Fidenza e Comune di Salsomaggiore Terme;

il 25 ottobre 2010 è stato presentato ufficialmente dalla Provincia di Parma il progetto preliminare della stazione di Ponte Taro da realizzare sulla tratta ferroviaria Parma – Salsomaggiore Terme;

tale progetto prevede un impegno finanziario da parte della Regione Emilia – Romagna, così come previsto dall’Accordo del Programma d’Area “Azioni a sostegno dell’insediamento dell’Agenzia per la Sicurezza Alimentare a Parma”;

considerato che

il sottoscrittore dell’iniziativa “Costruzione nuova stazione ferroviaria Pontetaro” viene individuato nella Provincia di Parma e che vengono messe a disposizione le risorse necessarie alla realizzazione dell’opera con l’impegno ad iniziare i lavori entro giugno 2011;

nel 2013 il mancato inizio dei lavori è oggetto di un’interrogazione dell’allora capogruppo del PDL in Regione Emilia –Romagna, Gianguido Bazzoni, alla quale, l’Assessore competente, rispose comunicando la presenza di alcune problematiche in via di risoluzione;

ad oggi non si hanno riscontri in merito alla realizzazione di tale stazione ferroviaria;

INTERROGANO

La Giunta Regionale per sapere,

 

  1. se, considerata l’importanza di quest’opera per il potenziamento del trasporto pubblico che vedrebbe una diminuzione del traffico privato con evidenti benefici dal punto di vista ambientale, nonché economico per l’utenza, a distanza di tanti anni sono stati risolti i ventilati problemi;
  2. se, nel corso di questi anni, sono state riscontrate altre problematiche che impediscono la sua realizzazione;
  3. se sia ancora disponibile lo stanziamento economico previsto da parte delle Regione Emilia – Romagna;
  4. come la Giunta Regionale intenda procede affinché si arrivi nel breve periodo a compimento di questo progetto infrastrutturale.

 

Galeazzo Bignami

 

Enrico Aimi

Salso, il Baistrocchi è l’unica realtà che cerca di reagire alla crisi

E’ necessario perdere 5 minuti per rispondere a Pinardi che interviene dicendo le solite stupidate sul Baistrocchi. Intanto notiamo che non interviene, ad esempio, sul dramma di Terme, in cui come esponente del centrosinistra è partecipe del disastro; o su ASP Fidenza, dove ricopre un ruolo imbarazzante la sua amica Guarnieri. In compenso rileva le stesse banalità sull’unica realtà che a fatica sta in piedi a Salsomaggiore. Intanto notiamo che il presunto dissesto lo avrebbe fatto il Commissario nominato dagli amici di Pinardi, mentre il vecchio cda aveva salvato la struttura. Questo se si volesse dare una risposta un tanto al chilo come fa lui. Ma anche Pinardi arriva a capire che dal 2012, anno di profonda crisi, il Baistrocchi ha recuperato 5000 presenze e quasi dimezzato la perdita. Tutti risultati che i suoi compagni a Terme si sognano. Si può dire quindi che, nella crisi, il Baistrocchi tenta di reagire e sopravvivere, nonostante squallidi figuri e i poteri cosiddetti forti del territorio giornalmente cerchino di screditarlo. Vedremo se il Baistrocchi sarà così improponibile per il privato come lo è stata terme negli ultimi 13 anni. Dopo speriamo che Pinardi trovi 5 minuti per vergognarsi.

Francesca Gambarini, consigliere Forza Italia in Unione Terre Verdiane

Galeazzo Bignami, consigliere regionale Forza Italia

Terme, Bignami (FI): “Dubbi di legittimità su affitto rami d’azienda”

La decisione della Giunta regionale di autorizzare il consiglio di amministrazione di Terme di Salsomaggiore e Tabiano spa a procedere all’affitto di rami d’azienda è al centro di un’interrogazione presentata da Galeazzo Bignami (Fi).

La Società, spiega il consigliere, “è in una situazione di grave e protratta difficoltà” e “il consiglio di amministrazione ha fatto richiesta ai soci di poter procedere ad affitti di rami aziendali”. La Regione, che partecipa al capitale sociale con una quota pari al 23,43% delle azioni, ha avallato la richiesta, ma “non ha menzionato la necessità di attivare procedure di evidenza pubblica, dato che l’azienda è totalmente partecipata da soggetti pubblici, vale a dire, oltre alla Regione, il Comune di Salsomaggiore e la Provincia di Parma”.

Bignami, pertanto, chiede alla Giunta “se ritiene corretta la stipula di contratti di affitto di rami aziendali – finalizzati, tra l’altro, alla cessione a titolo definitivo agli affittuari, trascorso un periodo di 46 mesi – di una società a totale partecipazione pubblica senza procedure di evidenza pubblica” e “se non ritiene che questo modo di procedere possa danneggiare Terme spa e aprire il fronte a contenziosi”.

Salso, le terme Baistrocchi si sono sempre rette sulle proprie gambe

Leggendo l’intervista al Commissario Straordinario dott. Conti sul bando di vendita del Baistrocchi, sono necessarie alcune precisazioni. Data per certa la buona fede del Commissario, non si può però parlare con così tanta leggerezza di 7,5 milioni di debiti per l’Istituto. E’ certamente vero che negli ultimi 12 anni il Baistrocchi ha fatto ricorso al credito bancario, ma lo ha fatto (come lo fanno tutte le aziende nel mondo) per finanziare importanti investimenti che hanno permesso alla struttura di fare un balzo in avanti indiscutibile. quindi 5 milioni di euro di mutui non possono essere liquidati come debiti, ma devono essere considerati fondamentali investimenti. E’ certamente vero che la situazione attuale non è facile (ma quante aziende, al giorno, falliscono in provincia di parma???) e la flessione c’è stata dal 2012, ma è altrettanto vero che il Baistrocchi ha vissuto una lunga parentesi (2002 – 2012) di crescita, mentre, per esempio, nello stesso periodo si assisteva al declino inesorabile di Salsomaggiore e allo sfacelo assoluto di Terme . Senza contare, a dire del Commissario, che nonostante tutto, segnali di ripresa, pur nelle mille difficoltà, ci sono stati anche nel 2014. Il commissario poi dice che gli enti proprietari non possono finanziare il Baistrocchi di qui la necessità di vendere.  Tranquillizziamo il dott. Conti: non lo hanno mai fatto in oltre 110 anni di storia. Il Baistrocchi si è sempre retto sulle sue gambe e sul suo lavoro. Al contrario della storia parassitaria di terme che ha devastato i suoi conti e messo a rischio quelli di provincia – regione – comune di Salsomaggiore Terme. Invero però un debito certo lo ha portato purtroppo il commissario che ha chiuso la pendenza con Terme per l’utilizzo delle acque termali senza che ce ne fosse una ragione processuale o una convenienza per il Baistrocchi; infatti la quantificazione del debito, dopo che Terme aveva solennemente perso fin li ogni grado di giudizio, era demandata al Tribunale di Parma che avrebbe forse deciso nel settembre del 2015. Controproducente quindi per il Baistrocchi pagare Terme per chiudere il contenzioso, controproducente ed inopportuno sotto il profilo gestionale. Ma sappiamo tutti che il Baistrocchi è stato commissariato, su farneticante richiesta del fu presidente Bernazzoli e del purtroppo attuale Sindaco di Parma Pizzarotti, solo e soltanto per dare 4 soldi a Terme che già nel 2013 era sull’orlo del fallimento. Mai azione fu più sconsiderata, e lo vediamo oggi che Terme si avvia verso il massacro sociale e spera nel concordato fallimentare, col rischio vero che nel gorgo si infili anche il Baistrocchi. Così sono andate le cose e questo è il peggior debito che si potesse pensare per il glorioso Baistrocchi.

Galeazzo Bignami, consigliere regionale Forza Italia
Francesca Gambarini, consigliere Forza Italia in Unione Terre Verdiane