Gambarini e Brigati (Cambiamo!): “Il ministro Franceschini intervenga per salvare la chiesa di Roncole Verdi”

Gambarini e Brigati (Cambiamo!): “Il ministro Franceschini intervenga per salvare la chiesa di Roncole Verdi”
PARMA, 3 ago. – “Chiediamo al ministro Franceschini di intervenire immediatamente per salvare la chiesa di Roncole Verdi, la chiesa di Giuseppe Verdi”. Lo scrivono in una nota gli esponenti di Cambiamo! Francesca Gambarini, coordinatore regionale, e Nicolas Brigati. “I problemi della chiesa sono noti da tempo e oggi siamo arrivati alla chiusura perchè la struttura è pericolante – proseguono – . Chiusura che si va ad aggiungere alla chiusura di un altro luogo verdiano come la chiesa di Madonna Prati e alla parziale chiusura di Santa Maria degli Angeli, sempre a Busseto. Senza dimenticare le difficoltà di Villa Verdi a Sant’Agata. Si tratta di una situazione gravissima su cui il Ministero dei Beni culturale e la Regione non possono chiudere gli occhi: il turismo nella Bassa rischia di essere messo in ginocchio per via dell’impossibilità di visitare luoghi così importanti. E’ inconcepibile che la ristrutturazione della chiesa di Roncole non sia finanziata dallo Stato ma i cittadini debbano sostenerla con una raccolta fondi. Il maestro Verdi ha fatto tanto per l’Italia, e noi oggi lasciamo che i suoi luoghi natali cadano a pezzi? Lo Stato intervenga immediatamente per salvaguardare un patrimonio così importante”.

Ponte Verdi, Gambarini e Brigati (Cambiamo!): “La nuova chiusura potrebbe mettere in ginocchio tutto il territorio”

Ponte Verdi, Gambarini e Brigati (Cambiamo!): “La nuova chiusura potrebbe mettere in ginocchio tutto il territorio”
PARMA, 21 lug. – “Altri due mesi di chiusura totale per il ponte sul Po tra Ragazzola e San Daniele Po. Per due mesi sarà impossibile passare da un parte all’altra del Po (a meno che non si percorrano almeno un centinaio di chilometri in più) per tutti i residenti e i lavoratori della Bassa Ovest. E, in più, nemmeno questi due mesi nemmeno serviranno a terminare i lavori dato che alla riapertura il ponte sarà aperto al traffico a senso unico alternato. Questa decisione, a poche settimane dalla fine del lockdown, potrebbe mettere in gravissima difficoltà le tante aziende della zona e creare disagi enormi a tutti i pendolari”. Lo scrivono in una nota gli esponenti di Cambiamo! Francesca Gambarini, coordinatore regionale, e Nicolas Brigati. “Mettere in sicurezza il ponte è sacrosanto ma davvero non riusciamo a capire perchè non lo sia fatto nei mesi scorsi, dato che parliamo di un cantiere aperto da tempo, e perchè non si siano sfruttate le settimane del lockdown, quando il traffico era per forze di cose minore – proseguono – . Ancora più assurdo che i due mesi di chiusura totale nemmeno servano a finire i lavori. Perchè tutto questo? Ci si rende conto che si sta mettendo in ginocchio un intero territorio? Se il problema sono i soldi, il presidente della Provincia li vada a prendere a Bologna o Roma. Faccia ciò che ritiene ma risolva il problema perchè non si può giocare in questo modo sulla pelle delle persone e delle aziende. I lavori di messa in sicurezza di questo importantissimo ponte stanno diventando la storia infinita e questo non è accettabile. Ci auguriamo che quanto meno venga comunicato quando si pensa di finire completamente i lavori perchè così non si può andare avanti”.

Gambarini e Brigati (Cambiamo!): “Villa Verdi non deve chiudere. La Regione e il Ministero intervengano

“Villa Verdi non deve chiudere. Non possiamo permetterlo e, soprattutto, non possono permetterlo la Regione Emilia Romagna e il ministero dei Beni culturali, che non possono rimanere insensibili all’appello degli eredi del maestro Verdi, in difficoltà nel mantenere aperta la Villa”. Lo scrivono in una nota gli esponenti di Cambiamo! Francesca Gambarini, coordinatore regionale, e Nicolas Brigati, bussetano. “Villa Verdi, a Sant’Agata, racchiude la vita, la storia e l’eredità di Giuseppe Verdi ed un patrimonio di tutti. Per anni gli eredi del Maestro, senza nessun aiuto da parte delle istituzioni regionali e statali, hanno tenuto in vita il museo – proseguono – . Ora è il momento di dare loro una mano. Giuseppe Verdi ha reso grande l’Italia con opere immortali e tanto ha fatto per il suo territorio, lasciandoci anche un ospedale. Ora tocca a noi fare la nostra parte aiutando gli eredi del Maestro. Ribadiamo però che è assolutamente necessario e urgente un intervento di Regione e ministero se vogliamo che Villa Verdi rimanga patrimonio di tutti”.

Cambiamo!: “Il Governo stanzi fondi per i Comuni del parmense confinanti con le zone più colpite dal Coronavirus”

Cambiamo!: “Il Governo stanzi fondi per i Comuni del parmense confinanti con le zone più colpite dal Coronavirus”

Francesca Gambarini e Nicolas Brigati

PARMA, 15 mag. – “Con l’ultimo decreto, il cosiddetto decreto Rilancio, il Governo ha stanziato fondi ad hoc per le cinque province italiane più colpite dal Coronavirus, vale a dire Bergamo, Brescia, Lodi, Cremona e Piacenza. E’ una scelta dovuta e sacrosanta perchè queste terre hanno pagato un tributo altissimo in termini di vite umane. Non dobbiamo però dimenticarci di tutti quei comuni che confinano con queste province e che hanno comunque sofferto per l’epidemia sia in termini di ricadute sul tessuto economico e produttivo, sia purtroppo in termini di vite umane. Anche per queste zone è necessario prevedere fondi ad hoc”. Lo scrivono in una nota Francesca Gambarini, responsabile regionale di Cambiamo!, e Nicolas Brigati, responsabile provinciale di Cambiamo!. “Pensiamo alla provincia di Parma: tanti sono i comuni che confinano con le province di Piacenza e Cremona. Ad esempio Fidenza, Salsomaggiore, Busseto, Colorno e tutta la zona rivierasca, dove l’economia e la società sono fortemente intrecciate con i comuni al di là del confine – evidenziano i due – . Chi ci vive sa bene le difficoltà che questo periodo di lockdown ha comportato. Difficoltà, che con il perdurare del divieto di spostarsi da una regione all’altra, non si attenueranno da lunedì. Chiediamo quindi che il Governo sostenga anche i Comuni che si trovano più vicino alle cinque province più colpite per dare un sostegno anche alla loro ripartenza. Le istituzioni locali, mettendo da parte differenze di colore politico, si facciano sentire e chiedano tutte insieme un sostegno per i nostri territori così duramente colpiti dal coronavirus”.

Parma, Cambiamo!: “Il posto di polizia all’ospedale sia presidiato h24”

Parma, Cambiamo!: “Il posto di polizia all’ospedale sia presidiato h24”

PARMA, 31 ott. – “Non è tollerabile che medici e infermieri vengano minacciati e aggrediti mentre sono al lavoro. Il pronto soccorso deve essere sicuro e per essere sicuro deve essere presidiato dalle forze dell’ordine”. Lo scrivono in una nota gli esponenti di Cambiamo! Francesca Gambarini, Nicolas Brigati e Jacopo Rosa. “Leggiamo finalmente oggi le dichiarazioni del direttore generali Fabi sul trasferimento del posto di polizia dal monoblocco al Pronto Soccorso – proseguono – . Ne prendiamo atto ma gli chiediamo di confrontarsi con il questore per fare in modo che vi sia l’effettiva presenza di agenti h24. L’attuale posto di polizia al monoblocco è spesso e volentieri sguarnito: un’etichetta su una porta non basta, servono gli agenti. Chiediamo al prefetto e al questore di attivarsi in tal senso. Ci rivolgiamo a loro perchè tutti gli appelli fatti al sindaco Pizzarotti per avere una maggior sicurezza nel nosocomio cittadino sono caduti nel vuoto. Per Pizzarotti l’ospedale torna utile soltanto quando si devono tagliare nastri per fare inaugurazioni. La sicurezza all’ospedale è invece un tema importantissimo perchè il personale sanitario deve poter lavorare tranquillo. Medici e infermieri affrontano già tante difficoltà ogni giorno e non devono essere preoccupati per la propria incolumità. E lo stesso vale per gli utenti. Riteniamo perciò necessaria una presenza costante delle forze dell’ordine e, data l’insensibilità di Pizzarotti su questo tema, non possiamo fare altro che rivolgerci a questore e prefetto, sicuri che almeno loro siano interessanti alla sicurezza del personale e degli utenti dell’ospedale di Parma”.

Gambarini, Brigati e Rosa: “Amareggiati per la situazione di Forza Italia. Il cambiamento era necessario”

Gambarini, Brigati e Rosa: “Amareggiati per la situazione di Forza Italia. Il cambiamento era necessario”

PARMA, 5 ago. – “Scrivere queste parole ci rattrista. Forza Italia, la sua bandiera e i suoi valori rappresentano tanto per noi. Rappresentano un pezzo della nostra vita e ideali per i quali ci siamo spesi e abbiamo fatto tanti sacrifici. E’ stato l’amore per la libertà e per le idee che incarnava Forza Italia a spingerci a fare politica e noi non tradiremo mai che le nostre idee. Proprio perchè amiamo quella bandiera e quei valori di libertà, dobbiamo prendere atto che la Forza Italia di oggi non li rappresenta più quei valori. Non neghiamo che tutto ciò ci mette in difficoltà nel portare avanti la nostra azione”. Lo scrive in una nota Francesca Gambarini, commissario di Forza Italia per la provincia di Parma, insieme al vicecommissario Nicolas Brigati e al coordinatore provinciale di Forza Italia Giovani Parma Jacopo Rosa. “Il cambiamento e il rinnovamento promessi non ci sono stati – proseguono – . Anzi, non si è capito che la società stava cambiando e ci si è pian piano allontanati dalle persone e dai territori. Addirittura abbiamo visto parlamentari che invece di parlare di sicurezza sono saliti sulle navi delle Ong insieme a parlamentari del Pd, il partito dell’accoglienza a tutti i costi. Questo vuol dire aver perso la bussola e il contatto con la realtà. Dal 1994 Forza Italia e il presidente Berlusconi, che ringrazieremo sempre per tutto quello che ha fatto per il nostro Paese, si sono battuti per creare posti di lavoro, per garantire sicurezza, per tagliare tasse e burocrazia, per realizzare le infrastrutture di cui l’Italia ha bisogno, per sostenere le imprese e per dare opportunità ai giovani e a chi è in difficoltà. Da qualche tempo questi temi si sono persi di vista e tanti che ora criticano chi chiede un cambiamento si sono concentrati a difendere il loro posto, facendo perdere milioni di voti al partito. Abbiamo cercato, insieme a tanti amici, di far capire che bisognava cambiare rotta, dicendo come sempre quello che pensavamo, ma è stato inutile. Dobbiamo guardare al futuro ma l’attuale situazione di Forza Italia ci riempie di dolore e ci mette in difficoltà nel nostro quotidiano lavoro sul territorio. Non nascondiamo di guardare con interesse già da tempo Giovanni Toti, uno dei pochi che sembra avere le idee chiare su dove stare, cioè nel centrodestra alleati di Lega e Fratelli d’Italia e contrapposti a Pd e M5S.  Vogliamo guardare avanti e lavorare per contribuire a dare un futuro migliore a Parma e alla sua provincia, all’Emilia Romagna e a tutto il nostro Paese”.

Caso teatro Regio, Forza Italia: “Il sindaco Pizzarotti collabori con i parlamentari di Parma, invece di litigare con loro”

PARMA, 7 dic. – “La battaglia legale avviata dal Teatro Regio con il Ministero dei beni culturali per i finanziamenti del Fondo unico per lo spettacolo ha il sapore di una beffa. Quel che è certo è che a rimetterci saranno Parma, Busseto e tutto il nostro territorio”. Lo scrivono in una nota Francesca Gambarini, commissario provinciale di Forza Italia, e Nicolas Brigati, coordinatore provinciale di Forza Italia Giovani. “Il maestro Verdi di certo non apprezzerebbe questa battaglia da azzeccagarbugli fatta di carte bollate e cavilli legali – evidenziano – . Appare inspiegabile come, dopo il successo fatto registrare quest’anno dal Festival Verdi con numeri record, il nostro teatro abbia ricevuto meno fondi del previsto. Ci chiediamo, però, dove sia stato il sindaco Pizzarotti che, ora si straccia le vesti, mentre venivano suddivisi i fondi. Forse, se invece di pensare al suo nuovo partito e se invece di litigare ogni giorno con i parlamentari di Parma avesse collaborato con loro, il teatro Regio sarebbe stato tenuto in maggiore considerazione. Detto questo, ci auguriamo che Parma possa ottenere un finanziamento maggiore. Noi siamo dalla parte della nostra città”.

Brigati (FI Giovani): “No all’arrivo di altri profughi nel Parmense”

Nei giorni scorsi un nutrito gruppo di richiedenti asilo provenienti da Cona, la località del Veneto in cui i migranti hanno scatenato la rivolta, è stata trasferito al Cie di Bologna. I partiti di centrodestra, in concomitanza con l’arrivo in Emilia dei richiedenti asilo, hanno manifestato davanti al Cie del capoluogo emiliano per ribadire la loro contrarietà alle politiche di accoglienza portate avanti dal Governo. Presente anche una delegazione di Forza Italia Giovani Parma. “Gira insistentemente voce che parte dei migranti arrivati a Bologna dal Veneto possano essere trasferiti a Parma. Abbiamo partecipato alla manifestazione – spiega il coordinatore provinciale di Forza Italia Giovani Nicolas Brigati – per dire che Parma non può accogliere altri migranti, men che meno se tra di loro ci possono essere persone che hanno scatenato una rivolta. La nostra provincia, in relazione alla popolazione, ospita più migranti della ben più grande provincia di Bologna. Questo probabilmente è motivo di vanto per il prefetto e alcuni nostri amministratori di sinistra, ma per Forza Italia e per la stragrande maggioranza dei cittadini è un grosso problema. E’ ora di dire basta! Mi auguro quindi che il nuovo ministro dell’Interno Minniti si riveli migliore di Alfano e riesca quanto meno a limitare il business che sta dietro all’accoglienza. Qualche giorno fa il Governo ha accolto alcune proposte di Forza Italia sul tema. E’ sicuramente positivo e vigileremo perchè vengano messe in pratica”

Brigati (FI Giovani): “Intervenire sul ponte Verdi di Ragazzola”

Cosa aspettano Provincia e Regione ad intervenire per ripristinare la sicurezza del ponte Verdi di Ragazzola? Questo ponte sul fiume Po è un’infrastruttura fondamentale per tutti i lavoratori della Bassa parmense e del cremonese che ogni giorno lo attraversano per andare a lavorare. E sono davvero tanti. Pensiamo semplicemente a Busseto: quanti sono i bussetani che ogni utilizzano il ponte Verdi per raggiungere il proprio posto di lavoro? Sono tanti, lo sappiamo bene. E sappiamo bene anche che senza questo ponte dovrebbero percorrere diversi chilometri in più. Mi unisco, quindi, agli appelli dei sindaci di San Daniele Po e Roccabianca che si sono rivolti alle autorità competenti per spiegare loro quali siano le condizioni del ponte (che sta letteralmente perdendo i pezzi) e sollecitare un intervento di manutenzione. Cosa stiamo aspettando? Aspettiamo la tragedia? Spero che quanto successo in Brianza sia un campanello d’allarme per i nostri amministratori. Spiace, da ultimo constatare, come Provincia e Regione (da sempre guidate dalla sinistra) non si siano mai interessate a questa infrastruttura nonostante le sue condizioni siano da tempo precarie. Ricordo loro, dato che forse non sanno neppure di che zona della provincia stiamo parlando, che se questo ponte dovesse essere chiuso per la sua insicurezza sarebbe un gravissimo danno per migliaia di persone che ogni giorno lo utilizzano.

Nicolas Brigati
Capogruppo Cambiamo Musica Busseto
Coordinatore provinciale Forza Italia Giovani

 

Brigati (FI Giovani): “Votiamo NO perchè all’Italia non serve una deriva autoritaria”

Ha preso il via nei giorni scorsi dal teatro Nuovo di Milano, in piazza San Babila, la campagna per il No al referendum costituzionale del 4 dicembre di Forza Italia. Alla kermesse erano presenti diversi esponenti di primo piano del partito di SIlvio Berlusconi. Grande l’affluenza di pubblico – il teatro era gremito – per dire un no forte e chiaro alla riforma di Renzi e della Boschi. Presente anche il coordinatore provinciale di Forza Italia Giovani Parma Nicolas Brigati. “E’ stata una mattinata molto bella ed interessante. Abbiamo dimostrato che Forza Italia è viva e vegeta. Ci siamo e parliamo di contenuti con il solo scopo di rendere più moderna ed efficiente la nostra Italia. E’ per questo che dobbiamo dire no a questa riforma. Una riforma che complica il procedimento legislativo, toglie ai cittadini il diritto di votare per il Senato e, combinata insieme alla legge elettorale, dà un potere enorme e senza contrappesi al premier di turno. Dobbiamo votare no perchè l’Italia non ha bisogno non di una deriva autoritaria ma di una riforma che la renda moderna e efficiente per tornare ad essere competitiva”.