ControCorrente incontra Mario Giordano

“I pescecani? Sono gli affaristi che fanno soldi mentre l’Italia affonda. Noi ‘fessi’ non dobbiamo rassegnarci e dobbiamo combatterli. La nostra arma è l’onestà”. Lo ha detto Mario Giordano, direttore del TG4, che ieri ha presentato il suo ultimo libro “Pescecani” al TPalazzo (strada al Duomo, 7, Parma).
L’incontro, molto partecipato dal pubblico, è stato organizzato dall’associazione culturale ControCorrente.
Introdotto da Alice Brambilla e Antonella Amore – entrambe socie dell’associazione – , Mario Giordano ha raccontato le storie dei “pescecani” di cui parla nel suo libro, che attraversano tutti i settori della nostra società. “La politica ha perso il contatto coi cittadini e i vitalizi sono il simbolo di una politica che non si è fermata davanti a nulla – ha spiegato Giordano – . Questo è un male: è per questo che comandano i pescecani. Il più grande esempio è Mafia capitale. La giunta può essere di centrodestra o di centrosinistra ma gli affaristi continuano a fare soldi sui nostri problemi”. Il direttore del TG4 ha, quindi, fatto alcuni esempi di pescecani.
Ad esempio il manager che si aumenta lo stipendio, mentre licenzia gli operai. Infine, ha invitato i cittadini onesti – “i fessi – a non rassegnarsi. “Da una parte abbiamo mafia capitale, dall’altra i suicidi causati dalla crisi. E’ questo che deve farci indignare e farci volere una giustizia giusta. Se ci rassegniamo, pensando che è il mondo che va così, facciamo vincere i pescecani”. Prima di lasciare spazio alle tante domande del pubblico, è intervenuta Francesca Gambarini, presidente di ControCorrente, che ha evidenziato “le difficoltà incontrate da chi non si rassegna e vuole denunciare ciò che non va”.

Dialogando con… Alessandro Sallusti e Pietrangelo Buttafuoco

Il 21 maggio 2015, nella splendida cornice del teatro Verdi di Busseto, l’associazione ControCorrente ha ospitato il direttore del Giornale Alessandro Sallusti e il giornalista Pietrangelo Buttafuoco, intervistati dal giornalista Rai Luca Ponzi. E’ stata una bellissima serata, in cui si è parlato di attualità e delle prospettive del centrodestra italiano.

Pubblichiamo l’articolo di Annarita Cacciamani, uscito sulla Gazzetta di Parma.

Il centrodestra? «Deve guardare a quel 47% di italiani che non va a votare e non si riconosce in Renzi, Salvini o Grillo: cercano una propria “casa” ma non la trovano perché non esiste un’offerta politica in cui possano riconoscersi». Parola del direttore del Giornale Alessandro Sallusti e del giornalista Pietrangelo Buttafuoco. I due sono stati ospiti giovedì sera dell’associazione ControCorrente, che ha organizzato un partecipato incontro, intitolato «Dialogando con…», al teatro Verdi di Busseto. Tema della serata – introdotta da Nicolas Brigati (socio di ControCorrente) e moderata dal giornalista Rai Luca Ponzi – l’attuale situazione del centrodestra italiano: «Le ultime scelte del centrodestra ci lasciano disorientati – ha spiegato Francesca Gambarini, nella veste di presidente di ControCorrente – . Si smetta di parlare di correnti e si pensi a come risolvere i problemi della gente». Incalzati dalle domande di Ponzi, i due hanno parlato ad ampio raggio di politica e attualità. «Il centrodestra deve uscire dal pantano in cui si è ritrovato 4 anni fa. Le conte interne non entusiasmano l’elettorato. Gli spazi per creare un’alternativa seria e credibile ci sono». Buttafuoco è stato, invece, durissimo nei confronti dell’attuale premier Matteo Renzi. «Renzi sta facendo credere a chi non è di sinistra che vuole scardinare ciò che rimane del partito comunista, mentre a chi è di sinistra fa credere che li farà vincere. Sta vendendo fumi a tutti ma le sue suggestioni si scontrano con la realtà. Basta fare un giro nella provincia italiana per capire che le sue ricette non funzionano – ha affermato – . Renzi è un antitaliano perché ha fatto perdere al nostro Paese quel ruolo strategico nel Mediterraneo che gli compete». Infine Luca Ponzi ha chiesto ai due cosa per loro volesse dire essere di destra. Per Sallusti significa «anteporre l’interesse dello Stato a quelli del partito o del singolo potere»; per Buttafuoco «rivendicare la sovranità nelle scelte e nelle decisioni».

“C’era una volta Parma sicura…”

La sicurezza a Parma e non solo è stata al centro dell’incontro “C’era una volta Parma sicura…” organizzato martedì dall’associazione culturale ControCorrente nella sala civica di via Marchesi a Parma. Ospite dell’iniziativa è stato Franco Maccari, segretario generale del sindacato di polizia Coisp. Dopo i saluti del socio di ControCorrente Luca Ziveri, Andrea Carrara, altro socio di ControCorrente, ha tracciato un quadro generale della sicurezza in Italia, evidenziando in particolare i continui tagli alla sicurezza messi in alto dal Governo e la situazione di difficoltà in cui operano le forze dell’ordine. Quindi ha preso la parola Franco Maccari, che ha parlato di sicurezza a 360 gradi. “Nessuno ci interpella quando si fanno provvedimenti in materia di sicurezza – ha spiegato – . E pensare che la polizia ha tantissime competenze. Passaporti, stranieri e ordine pubblico, solo per fare qualche esempio. E in questo momento abbiamo toccato il punto più basso di non sicurezza: la politica continua a fare tagli e a pensare soltanto a risparmiare, bloccando anche le assunzioni. Purtroppo manca anche l’educazione civica nelle persone”. Altro tema l’immigrazione: “Contro i clandestini abbiamo spesso le mani legate, se qualcuno viene sorpreso a delinquere (se si tratta dei cosiddetti reati minori) possiamo solo invitarlo a lasciare l’Italia. Ovviamente nessuno lo fa e queste persone in qualche devono procurarsi da mangiare e da bere – ha evidenziato Maccari – . Oltre alla Sicilia, un altro punto critico è la stazione del Brennero, dove la Polfer è in difficoltà per la scarsità di uomini”. Infine, Francesca Gambarini, presidente di ControCorrente, ha illustrato a Maccari la situazione di Parma: “siamo in una situazione di emergenza: i cittadini devono sopperire alla mancanza delle istituzioni facendo loro stessi delle ronde. Cosa si può fare per cambiare le cose?”. Maccari è stato perentorio: “Per avere più sicurezza servono investimenti, più uomini e più risorse. Tutte le altre iniziative sono semplici palliativi”.

Una proposta per le Terme

Riorganizzare le partecipate, recuperando così risorse per fare investimenti, è la prima cosa da fare per rilanciare l’economia. Lo ha detto anche la Corte dei conti regionale. Ieri ho affrontato, insieme al giornalista Davide Giacalone, questo tema a Salsomaggiore nel corso di un incontro organizzato dall’associazione ControCorrente all’hotel Casa Romagnosi. Le Terme di Salso e Tabiano sono state giudicate dalla Corte dei conti la peggior partecipata della Regione, insieme alle Fiere di Parma. Le Terme sono di proprietà di Regione e Provincia (da sempre gestite dalla sinistra) e del Comune (quasi sempre gestito dalla sinistra). Sono, purtroppo, l’emblema di una politica fallimentare. Non si è capito il valore delle acque e siamo rimasti indietro. La conseguenza sono 81 lavoratori che rischiano seriamente il posto. Non devono essere loro a pagare ma i politici e i manager che con le loro scelte hanno portato l’azienda verso il fallimento. La politica deve uscire dalla gestione di Terme: si trovino manager capaci, si prepari un piano industriale serio e si privatizzino. Solo un investitore privato può salvare Terme. Giacalone è d’accordo con me. “Per diminuire la pressione fiscale serve dismettere patrimonio pubblico, vale a dire le società partecipate e municipalizzate, che servono come parcheggio per politici senza lavoro. E’ proprio per questo che non vengono riorganizzate e privatizzate, perché non si saprebbe più dove mettere i politici rimasti senza poltrona. Vendendole, invece, si riuscirebbe ad abbassare la pressione fiscale e, quindi, a rilanciare l’economia” ha spiegato. L’Emilia Romagna ha quasi 500 partecipate, emblema di un sistema uguale da sempre ma che comincia a scricchiolare. E’ per questo che serve aria nuova in Regione, ci vuole il coraggio di scardinare questo sistema per dare nuovo slancio alla nostra Regione.

Francesca Gambarini

Candidata al Consiglio regionale per Forza Italia

Incontro con Michaela Biancofiore

“Difendiamo Parma e la sua provincia”. Venerdì scorso Francesca Gambarini, candidata al Consiglio regionale per Forza Italia, ha presentato, nel corso di un incontro a Palazzo Calvi a Samboseto, alcune delle sue proposte per “una Regione che si prenda cura di Parma e della sua provincia”. Presenti anche gli altri candidati Cristiano Ampollini, Francesco Bassi e Brunella Mainardi, la parlamentare di Forza Italia Michaela Biancofiore e il bussetano Nicolas Brigati, da poco coordinatore provinciale dei giovani di Forza Italia. La Gambarini si è soffermata soprattutto sul Festival Verdi: “Per il ministro Franceschini del Pd si tratta di un evento localistico: infatti ha preferito finanziare il Carnevale di Cento, in provincia di Ferrara, che, guarda caso è la sua provincia di origine”. Parlando più in generale, la candidata ha dichiarato: “Va spiegato alla gente come è gestita l’Emilia Romagna dal Pd, ossia come fosse “cosa loro”. È così nei comuni, in Provincia e in Regione! Esempi? La riduzione dei finanziamenti al Festival Verdi, la Pontremolese non inserita nel decreto Sblocca Italia, i tagli alla sicurezza o il finanziamento per l’ospedale dei bambini a Reggio, penalizzando quello di Parma! Al Pd non interessa niente di Parma e provincia!”. L’incontro, che ha avuto un notevole successo, è stato dedicato alla presentazione del libro della Biancofiore, intitolato “Il cuore oltre gli ostacoli” e edito da Mondadori. La serata è stata organizzata dall’associazione ControCorrente e dal club La voce di Busseto.