“C’era una volta Parma sicura…”

La sicurezza a Parma e non solo è stata al centro dell’incontro “C’era una volta Parma sicura…” organizzato martedì dall’associazione culturale ControCorrente nella sala civica di via Marchesi a Parma. Ospite dell’iniziativa è stato Franco Maccari, segretario generale del sindacato di polizia Coisp. Dopo i saluti del socio di ControCorrente Luca Ziveri, Andrea Carrara, altro socio di ControCorrente, ha tracciato un quadro generale della sicurezza in Italia, evidenziando in particolare i continui tagli alla sicurezza messi in alto dal Governo e la situazione di difficoltà in cui operano le forze dell’ordine. Quindi ha preso la parola Franco Maccari, che ha parlato di sicurezza a 360 gradi. “Nessuno ci interpella quando si fanno provvedimenti in materia di sicurezza – ha spiegato – . E pensare che la polizia ha tantissime competenze. Passaporti, stranieri e ordine pubblico, solo per fare qualche esempio. E in questo momento abbiamo toccato il punto più basso di non sicurezza: la politica continua a fare tagli e a pensare soltanto a risparmiare, bloccando anche le assunzioni. Purtroppo manca anche l’educazione civica nelle persone”. Altro tema l’immigrazione: “Contro i clandestini abbiamo spesso le mani legate, se qualcuno viene sorpreso a delinquere (se si tratta dei cosiddetti reati minori) possiamo solo invitarlo a lasciare l’Italia. Ovviamente nessuno lo fa e queste persone in qualche devono procurarsi da mangiare e da bere – ha evidenziato Maccari – . Oltre alla Sicilia, un altro punto critico è la stazione del Brennero, dove la Polfer è in difficoltà per la scarsità di uomini”. Infine, Francesca Gambarini, presidente di ControCorrente, ha illustrato a Maccari la situazione di Parma: “siamo in una situazione di emergenza: i cittadini devono sopperire alla mancanza delle istituzioni facendo loro stessi delle ronde. Cosa si può fare per cambiare le cose?”. Maccari è stato perentorio: “Per avere più sicurezza servono investimenti, più uomini e più risorse. Tutte le altre iniziative sono semplici palliativi”.

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