Le idee sul rilancio culturale di Fidenza

Nel programma che proponiamo alla città non c’è tutto quello che vogliamo fare ma solo le linee guida di riferimento.
Vogliamo riempire di contenuti i tanti contenitori culturali di cui la città e le sue frazioni dispongono. Il nostro modello è quello che ha guidato i tre anni di assessorato di Lina Callegari. Un periodo in cui la città si è aperta in modo non ideologico a gran parte delle proposte culturali che nascevano dal territorio. Fidenza in quegli anni ha ospitato Vecchioni, Ruggeri, Dolcenera, Zecchi, Rondoni, Cappello, Gualazzi e tante altre figure che non hanno offerto una proposta commerciale ma hanno dato un contributo di crescita culturale trasversale.
Abbiamo dimostrato che con pochi soldi e con l’aiuto degli sponsor – che non sono stati chiamati a finanziare campagne elettorali ma progetti culturali ed educativi – e una buona progettualità è stato possibile realizzare i 150 anni del nostro Teatro e dell’Unità d’Italia ma anche rassegne estive che hanno dimostrato come la fidelizzazione passasse attraverso la continuità della proposta. Con questo intento abbiamo fatto E-state a Fidenza prevedendo tanti piccoli eventi tutti i mercoledì sera. Vogliamo ripeterla aggiungendo una rassegna di eventi da fare nei pomeriggi del sabato nel periodo autunnale a favore della rivitalizzazione del centro.
Il Palazzo delle Orsoline deve completare la sua offerta ospitando il museo archeologico dei reperti romani e medioevali ritrovati a Fidenza sul territorio comunale e offrendo gli spazi per le espressioni artistiche di cui Fidenza è ricca.
Con il contributo della Fondazione CaRiParma abbiamo recuperato la preziosa Camera Acustica decorata da Girolamo Magnani che deve tornare ad essere elemento attrattivo e motivo di distinzione per tutta la città.
Il recupero delle nostre radici è stato al centro del lavoro culturale sviluppato per le ricorrenze del Santo Patrono che non sono solo l’occasione per la Grande Fiera ma anche per trasmettere alle nuove generazioni la nostra storia. Lo abbiamo fatto con il premio per le scuole e i tre convegni incentrati sul messaggio di San Donnino rafforzati dai piccoli volumi prodotti grazie al lavoro di Fausto Negri.
Siamo Borgo San Donnino, la nostra storia scorre lungo la Via Francigena che va dalla porta di Palazzo Cremonini verso il Duomo, San Giorgio, il teatro Magnani, il palazzo Municipale e così via fino alla semi sconosciuta chiesa sotterranea della Gran Madre di Dio, un percorso storico culturale sul quale, insieme alla Diocesi, stavamo lavorando per proporlo ai fidentini e ai tanti che da fuori vengono a vedere il nostro magnifico Duomo. In questo non possiamo dimenticare il valore che ha l’abazia di Castione Marchesi che con le Terremare è un altro pezzo importante della nostra storia.
Abbiamo sviluppato contatti che ci avevano portato ad entrare nel sistema del Festival Verdi ed a sviluppare collaborazioni con la Casa della Musica di Parma. Anche i rapporti con il Conservatorio di Parma possono essere ripresi nonostante la sgradevolezza con cui Cantini ha trattato il maestro Cappello, pianista di fama internazionale, in occasione dei 150° del nostro teatro. La collaborazione maggiore, però, dovrà essere con le associazioni del territorio, con le quali costruire una rassegna di spettacoli coordinata e sostenuta dall’amministrazione comunale, e con il comune di Salsomaggiore Terme al quale proporre una rassegna di prosa e di lirica comune.
Non è tutto ciò che vogliamo fare, ciò che conta è che siamo pronti a riprendere il cammino interrotto che stava dando buoni frutti!

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