Che fine farà l’aeroporto di Parma?

Ricapitalizzazione o messa in liquidazione. L’aeroporto Verdi di Parma è arrivato a un bivio: se i privati saranno disposti a mettere soldi tirerà avanti ancora un po’, se andrà in liquidazione chiuderà presto. Non c’è niente di buono all’orizzonte per il nostro aeroporto e il suo futuro appare nebuloso. Se ne saprà di più lunedì, dopo l’assemblea dei soci in cui verrà deciso il da farsi. Nel frattempo il sindaco Pizzarotti, che rappresenta il socio Comune di Parma, potrebbe spiegare cosa è successo in queste settimane, ricordandosi della trasparenza di cui tanto parla. I cinesi dove sono finiti? In novembre avevano addirittura sottoscritto un impegno d’acquisto con il Governo e ora? Serve fare chiarezza e dire ai parmigiani perché l’aeroporto rischia seriamente di chiudere. E chi lavora all’interno dello scalo che fine farà? Questa storia, infatti, è tutt’altro che chiara. Alla fine a rimetterci, sarà, la città, come al solito. L’unica speranza è che, in caso di fallimento, si trovi un acquirente serio e che abbia un progetto per il nostro aeroporto. Da sottolineare è anche il totale disinteresse della Regione per la faccenda, sia oggi, sia in passato, quando ha preferito investire su Forlì e Rimini, che sono falliti. Probabilmente, un progetto coordinato dalla Regione avrebbe consentito uno sviluppo armonico degli aeroporti emiliano romagnoli, che, invece, si sono ritrovati ad essere in competizione fra loro con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. In questo marasma è da registrare anche la proposta di Vagnozzi di istituire una tassa di scopo, che sarebbe un ulteriore balzello per i cittadini, totalmente insensato e inutile visto che non c’è nessuno progetto di rilancio del Verdi.

Francesca Gambarini

Forza Italia

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