Pizzarotti e Parma: 3 anni di promesse a 5 stelle non mantenute

Tre anni fa il sindaco a 5 stelle di Parma Federico Pizzarotti, insieme al leader del suo partito Beppe Grillo, andava dicendo a destra e sinistra che non avrebbe permesso l’accensione del termovalorizzatore di Parma. Con questa promessa (praticamente impossibile da mantenere, dato che i lavori per la costruzione del termovalorizzatore erano già in fase avanzata) è diventato sindaco di Parma. A distanza di 3 anni, l’inceneritore – che, secondo il progetto iniziale avrebbe dovuto bruciare solo i rifiuti della provincia di Parma – , funziona a pieno regime e si appresta, per volere del governo Renzi, a ricevere rifiuti da altri territori. E, intanto, mentre Pizzarotti si diverte a litigare con Grillo e gioca a fare il leader nazionale, Parma sta vivendo un declino inesorabile. Dalla sporcizia nelle strade, alla sicurezza al disastro dei servizi sociali ed educativi, con Pizzarotti che ha promesso una cosa per poi fare tutto il contrario. Il risultato? Le famiglie scese in piazza per protestare contro la distruzione dei servizi scolastici ed educativi di Parma. Per distogliere l’attenzione da tutto questo e dall’insipienza della sua amministrazione, Pizzarotti lancia una manifestazione contro l’inceneritore. Come al solito, butta fumo negli occhi ai cittadini. E, in questo, devo dire che ricorda più Renzi che Grillo. Non sarà sicuramente un corteo a indurre il governo a modificare il decreto Sblocca Italia. Grazie all’inerzia di Pizzarotti, della sua amministrazione e dei parlamentari parmensi del Pd Parma si appresta a diventare la pattumiera d’Italia.

Francesca Gambarini

Capogruppo Forza Italia Fidenza

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