Imu agricola, Gambarini (FI): Renzi cerca di risolvere un problema creato da lui

“I nuovi criteri di esenzione dal pagamento del’Imu agricola per i terreni montani mettono una pezza ad un’ingiustizia creata da questo Governo. E’ comunque tardiva la decisione del premier Renzi e del ministro delle Politiche agricole Martina: doveroso da parte loro cercare di risolvere un problema che loro stessi hanno creato. Verrebbe quasi da pensare che, in questo come in altri casi, il governo crei ad arte problemi per prendersi il merito di averli risolti. Doveroso sottolineare come Forza Italia da diverse settimane stava portando avanti a tutti i livelli una battaglia contro l’assurda Imu agricola montana. Una battaglia rimasta solitaria per settimane. Localmente, ho segnalato diverse volte il problema sin dalla fine novembre, senza mai avere una risposta. Nemmeno dai parlamentari del Pd di Parma, che, come ormai noto, arrivano sempre dopo”. Lo ho dichiarato Francesca Gambarini, capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Fidenza (Pr).

Gambarini (FI): la giunta Pizzarotti tira diritto e taglia sui più deboli

“Noto con dispiacere che il sindaco di Parma Federico Pizzarotti e il suo assessore al Sociale Laura Rossi tirano dritto sulla sciagurata decisione di tagliare le ore di sostegno agli alunni disabili. Non sono servite a farli ragionare le proteste di famiglie, educatori e presidi: le ore devono diminuire. Insomma, la giunta a 5 stelle pare decisa a tagliare sui più deboli”. Lo afferma in una nota Francesca Gambarini, esponente parmense di Forza Italia. “Possibile che all’interno del bilancio del Comune di Parma non ci siano spese a cui è possibile rinunciare o servizi non essenziali su cui risparmiare per poter dirottare le risorse sul sostegno agli alunni disabili? Pizzarotti e la Rossi se la prendono coi tagli del governo Renzi: giusto far sentire la propria voce contro un governo che non ne fa una giusta, ma i tagli non riguardano solo Parma. Perché a Parma si taglia in maniera così drastica un servizio così importante? E’ una scelta politica? Cosa si intende fare? Aspettare che il Governo cambi idea e non tagli più i fondi al Comune? Pizzaroti non sia insensibile alla voce dei cittadini che lo hanno scelto per governare Parma. Si sieda a un tavolo insieme ai colleghi di giunta, ai tecnici comunali e ai soggetti interessati e trovi una soluzione. Legga il bilancio voce per voce e trovi le risorse per sopperire ai tagli. Non devono essere gli studenti disabili a pagare il conto dei tagli del governo e dell’incapacità di questa giunta”.

Pizzarotti ha ridotto il Regio a teatro di Provincia

La metà di gennaio è passata. E ancora non si sa nulla di certo sul futuro del teatro Regio. Intanto leggiamo che a giorni dovrebbe essere nominata la nuova soprintendente, un nome che non sarebbe fra quelli individuati dal cda fra quanti avevano partecipato al bando. Mi chiedo quindi a cosa siano serviti il teatrino e le polemiche che ci hanno accompagnato in questi mesi, se non a far perdere tempo e denaro. Spero che nella prossima seduta venga del Cda finalmente individuato il nuovo direttore del teatro e che lo si lasci lavorare in pace. Dal loro insediamento il sindaco Pizzarotti e l’assessore Ferraris hanno ridotto il Regio ad un teatro di provincia, con una programmazione sempre più ridotta, senza una progettualità su ampia scala. Una stagione lirica con titoli accattivanti può attrarre finanziamenti sia da enti sovraordinati, sia da partner privati. Ma per ottenere soldi serve predisporre un progetto serio da presentare per tempo a possibili finanziatori. Non arrivare sempre all’ultimo minuto come fanno Pizzarotti e la Ferraris. E perché non pensare a collaborazioni con Università e Accademie di Belle Arti? Per quest’anno quali progetti hanno per il nostro teatro? La nuova soprintendente del Regio avrà davanti a sé un lavoro molto duro. Spero sappia riportare il teatro Regio ai livelli che gli competono, senza farsi condizionare dall’insipienza della giunta a 5 Stelle. E non dimentichiamoci che il governo Renzi ci ha anche tolto i finanziamenti per il Festival Verdi!

Francesca Gambarini

Forza Italia

Imu agricola, Gambarini (FI): provvedimento ingiusto da eliminare

“Appoggio in pieno la decisione del Comune di Solignano di trasferire la propria sede a Prelerna, frazione a 800 metri di altitudine, per non pagare l’Imu agricola. La proposta fatta dal sindaco è stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale: questo dimostra che è una protesta che non ha colore politico. Il governo Renzi con questa assurda Imu sui terreni agricoli dà una vera e propria “mazzata” ai Comuni montani che hanno la sede al di sotto dei 600 metri. Invece di aiutare chi vive in questi paesi con agevolazioni e incentivi per contrastare lo spopolamento della montagna, si aumentano le tasse. La proroga non basta: questa ingiusta Imu va eliminata. Il governo ricordi, inoltre, che l’agricoltura è una forma di cura del territorio. Sostenere l’agricoltura montana vuol sostenere l’economia e l’agroalimentare ma anche la manutenzione del territorio. Solignano non è il solo Comune d’Italia che ha fatto questa scelta, il Governo si renda conto di aver sbagliato e torni sui suoi passi”. E’ quanto ha dichiarato Francesca Gambarini, capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Fidenza.

Non si faccia diventare il Regio un teatro di provincia

Il 2014 sta per finire e ancora non si sa chi sarà il nuovo direttore generale del teatro Regio. Questa vicenda – e purtroppo non solo questa – dimostra l’incapacità del sindaco a 5 stelle Pizzarotti e del suo assessore Ferraris, che stanno facendo cadere nel ridicolo il nostro teatro. Fino a pochi anni fa il Regio era un’eccellenza culturale riconosciuta a livello nazionale ed internazionale ma ora rischia di diventare un teatro di provincia. In queste ultime settimane, invece di pensare alla programmazione del teatro si è perso tempo con la burocrazia per scegliere il nuovo direttore generale, che deve essere individuato esclusivamente sulla base delle capacità e della competenze attraverso una procedura chiara e trasparente. Il percorso seguito, però, lascia qualche dubbio e il tutto si è trasformato in uno scontro politico fra il sindaco, l’assessore e il senatore del Pd Pagliari. Abbiamo assistito ad uno scontro politico che non giova al nostro teatro: spero che non ne risenta la programmazione. Il senatore Pagliari e gli altri parlamentari parmensi del Pd dov’erano però quando il loro Governo toglieva i finanziamenti al Festival Verdi per darli al Carnevale di Cento, in provincia di Ferrara, terra d’origine del ministro dei Beni culturali Franceschini? Il mio augurio è si individui presto il direttore generale del teatro, scegliendolo per le sue competenze e non per l’appartenenza politica, e che lo si lasci lavorare per riportare il Regio ai livelli di eccellenza che merita.

Francesca Gambarini

Forza Italia

Il Pd manda la cultura di Parma in serie B

La biblioteca Palatina e la Galleria nazionale, due dei fiori all’occhiello di Parma, vengono retrocesse in serie B. Per volere di Renzi e Franceschini non saranno più autonome. Quindi, dopo aver relegato il Festival Verdi a manifestazione locale, togliendogli i finanziamenti, per destinarli al Carnevale di Cento (praticamente a casa sua), promosso a manifestazione internazionale, la scure del ministro dei Beni culturali si abbatte ancora su Parma. Che ne sarà delle tante iniziative culturali portate avanti negli anni scorsi? Penso, ad esempio, alle mostre di rilevanza nazionale ospitate prima dell’arrivo della giunta 5 Stelle dalla Galleria nazionale o al grande lavoro fatto dalla sua dirigente per riaprire la Palatina dopo l’incendio. Il ministro ora, per risparmiare, accorpa tutto in una grande direzione. Per la cultura di Parma sarà la stessa cosa? Prima di fare tagli lineari, si sarebbe dovuta fare un’analisi degli sprechi, tagliare dove necessario e recuperare risorse per finanziare realtà virtuose. Già nelle scorse settimane, avevo sollevato il tema del declassamento di Palatina e Galleria nazionale senza, però, ricevere risposta. Torno, quindi, a chiedere spiegazioni e mi rivolgo soprattutto ai parlamentari del Pd, che, come al solito, arrivano sempre dopo. La decisione del Governo quali conseguenze avrà sulla nostra città? E il sindaco Pizzarotti e l’assessore Ferraris sono d’accordo?

 

La beffa natalizia di Renzi agli alluvionati

Oltre ai danni la beffa: gli alluvionati dovranno pagare le tasse statali entro lunedì. E’ il regalo di Natale che Renzi, premier che nessuno ha votato, fa a tutti gli italiani colpiti dalle alluvioni di questi mesi. Il pacco natalizio è stato recapitato in Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Friuli Venezia Giulia e in provincia di Foggia. Tutte quelle famiglie e imprese che hanno dovuto fare i conti con i danni del maltempo – e ora stanno faticosamente cercando di ricominciare – dovranno correre a pagare le tasse. Tasse altissime, aggiungo, visto che la pressione fiscale continua ad aumentare. Entro lunedì, fra meno di una settimana, chi ha visto la propria azienda messa in ginocchio dall’alluvione o ha la propria casa inagibile dovrà correre a pagare Iva, Ires,Irpef e Irap. E’ questa la sensibilità che il Governo ha verso i suoi cittadini? Era proprio necessario fare cassa colpendo gli alluvionati? Con questo gesto, il premier e il ministro dell’Economia dimostrano di non avere a cuore i cittadini. E il tutto nel silenzio della sinistra. Non abbiamo, infatti, sentito nessun esponente del Pd criticare questo bel regalo fatto agli italiani dal loro governo. Dobbiamo dedurre che gli interessi del partito, vengono prima di quelli delle persone? Anche gli alluvionati di Parma (che ha subito danni per oltre 100 milioni) dovranno pagare le tasse statali entro lunedì. I parlamentari parmensi del Pd dove sono? Arriveranno dopo come al solito? Magari, presentando un emendamento martedì, dopo la scadenza del termine per pagare? E Bonaccini? Faccia sentire la sua voce a difesa dell’Emilia Romagna! Infine, vorrei ancora una volta sollecitare Governo e Regioni ad occuparsi seriamente della cura del territorio e a predisporre un programma di manutenzione e messa in sicurezza di fiumi, torrenti e montagna in modo da poter almeno limitare i danni del maltempo.

Francesca Gambarini

Forza Italia

Il caos in Provincia è merito di Renzi

Oggi i dipendenti della Provincia di Parma protestano, preoccupati per il loro posto di lavoro. Nei giorni scorsi, la stessa cosa hanno fatto i dipendenti di tante altre Province, da nord a sud. Questo è il risultato della finta riforma voluta da Renzi e Delrio. Per ottenere consenso elettorale hanno annunciato l’abolizione delle Province. Peccato che le Province siano rimaste: l’unica cosa che è stata abolita è stata la democrazia. I cittadini non possono più votare per la Provincia e le elezioni si sono ridotte ad una spartizione di poltrone. Non sarà proprio per la necessità di avere poltrone da distribuire che il Governo non ha avuto il coraggio di abolire questo ente? Inoltre, non contenti di aver tolto ai cittadini il diritto di voto, Renzi e Delrio hanno pensato bene di fare tutto in fretta e furia, senza chiarire quali sono le competenze delle nuove province e lasciando i dipendenti in balia di sé stessi. Non sarebbe stato meglio abolire totalmente le province, definendo con chiarezza quali competenza sarebbero passate ai Comuni e quali alle Regione e ricollocando il personale? Invece no: in puro stile renziano si è buttato fumo negli occhi ai cittadini, con una finta riforma, che ha abolito il diritto di voto e ha creato solamente confusione. I cittadini non si facciano ingannare dagli annunci del premier non eletto: le Province esistono ancora però non si sa cosa devono fare. Le proteste dei dipendenti in tutta Italia sono la dimostrazione del caos creato della finta e pasticciata riforma di Matteo Renzi e Graziano Delrio.

 

Il governo non tagli ancora sulla sicurezza

Leggo oggi su alcuni giornali online il comunicato stampa del sindacato autonomo di polizia di Parma che protesta contro i previsti nuovi tagli alla sicurezza del governo di Renzi e Alfano. Già un mese fa (https://www.francescagambarini.it/2014/11/basta-tagliare-sulla-sicurezza/) avevo denunciato questi tagli e mi fa molto piacere che anche qualcun’altro protesti contro questa assurda decisione del governo di Pd e Ncd. Spero che si alzino anche altre voci e che il governo faccia un passo indietro. La spending review del ministro Alfano prevede, infatti, il taglio di 253 presidi di polizia in tutta Italia. Parma perderà la sezione di Polizia postale (che indaga anche sui reati pedopornografici), la Polizia di frontiera e il posto di Polizia ferroviaria di Fornovo. Rinnovo, quindi, il mio invito al governo a rivedere i tagli alla sicurezza, che, anzi, avrebbe bisogno di nuovi investimenti. I parlamentari parmensi del Pd e i neoeletti consiglieri regionali si facciano sentire: Parma e la sua provincia non possono continuare ad essere penalizzate.

Francesca Gambarini

Forza Italia